Il condizionatore rumoroso? È “illecito” anche se nei limiti di legge

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In materia di immissioni rumorose derivanti dall’installazione di un condizionatore la Cassazione ha più volte stabilito che se da un lato “è da considerarsi sicuramente illecita la condotta che violi la disciplina speciale in materia di rumori e di limiti massimi di tollerabilità, al contrario il rispetto di tali livelli di accettabilità non implica, automaticamente, la liceità delle immissioni. La tollerabilità di queste ultime deve essere valutata alla stregua dell’art. 844 c.c.” (in tal senso Corte di Cassazione civile, sentenze n. 939 del 17 gennaio 2011).
Altro principio conforme in giurisprudenza è che il limite della normale tollerabilità ha carattere relativo, nel senso che non può essere fissato, una volta per tutte, entro parametri predeterminati, ma deve essere individuato «con riguardo al caso concreto tenendo conto delle condizioni naturali e sociali dei luoghi e delle abitudini della popolazione» (per tutte in tal senso Cass. Civ., 3 agosto 2001, n. 10735). Del tema si è nuovamente occupata di recente, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9660 del 12 maggio 2015, che ha ritenuto il rumore di fondo provocato dal funzionamento del compressore, determinate per la quiete degli abitanti, indipendentemente dal mancato superamento della soglia indicata dalla legge. La decisione della Corte, prende le mosse dal luogo in cui è stato installato il condizionatore d’aria, ovvero in una zona prettamente residenziale, molto tranquilla dove non passano auto, e quindi dove anche rumori entro i limiti di legge e definibili “normali” possono essere percepiti come un frastuono.

Silvia Ceruti

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