L’efficienza energetica, “driver” per rilanciare il settore impiantistico

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In Europa gli edifici sono responsabili del 40% del consumo complessivo di energia, soprattutto perché sono poco efficienti. Al riguardo, le direttive comunitarie sono estremamente chiare circa gli obiettivi da perseguire in campo ambientale nei prossimi anni. Ridurre i consumi e incrementare il ricorso alle fonti rinnovabili sono obiettivi perseguiti a livello continentale. Entro il 2020, infatti, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia “quasi zero” e, per le pubbliche amministrazioni, quest’obbligo è addirittura anticipato nel 2018. I singoli stati, inoltre, sono chiamati a stabilire i requisiti relativi al rendimento energetico globale, al dimensionamento e alla corretta installazione degli impianti di riscaldamento, condizionamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria.

Il mercato del futuro

La sostenibilità ambientale indirizzerà il mercato dei prossimi anni verso l’impiego di sistemi di cogenerazione, a pompa di calore e da fonti rinnovabili, e verso la diffusione del teleriscaldamento e teleraffrescamento urbano o collettivo, anche nel caso dei fabbricati esistenti.

«Secondo le stime del CRESME – spiega Guido Pesaro, Responsabile Nazionale di CNA Installazione Impianti – in Italia entro il 2016 gli investimenti nel recupero edilizio ammonteranno a quasi 35 miliardi di euro, mentre quelli in riqualificazione energetica saranno pari a oltre 9 miliardi di euro. L’impatto occupazionale interesserà più di 439.000 occupati diretti e almeno 220.000 lavoratori nell’indotto. Si tratta di cifre notevoli, in controtendenza rispetto all’attuale situazione economica, ma per cogliere questa opportunità le imprese di installazione dovranno puntare soprattutto sulla consulenza agli utenti, un servizio indispensabile quando di tratta di efficienza energetica. Nei prossimi anni sarà favorito chi saprà proporre soluzioni alternative e personalizzate per differenti tipologie di intervento, dalla semplice sostituzione della caldaia all’installazione di valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione, fino alle modifiche dell’impianto di riscaldamento nei casi di ristrutturazione e riqualificazione energetica».

Capire le esigenze degli utenti

La valutazione della fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi ad alta efficienza costituirà un fattore determinante di differenziazione delle imprese?

«La grande maggioranza delle persone – spiega Pesaro – è giustamente interessata a un corretto equilibrio fra costi e benefici, ma non dispone delle necessarie competenze tecniche e commerciali per orientare la propria scelta. Di conseguenza i consumatori cercheranno di ottenere le informazioni per comparare fra loro varie possibilità e gli installatori dovranno assumere un ruolo diverso rispetto ad oggi.

In base alle esigenze del cliente, sarà indispensabile spiegare come migliorare la prestazione energetica degli edifici in modo economicamente conveniente, fornire notizie sulle caratteristiche e le prestazioni ambientali dei prodotti e sulle loro modalità di installazione, uso e manutenzione del prodotto, al fine di minimizzarne l’impatto sull’ambiente e consentirne la durata ottimale.

Si tratta di una consulenza che molti installatori offrono già, ma che dovrebbe essere ulteriormente valorizzata anche in prospettiva, con l’obiettivo di offrire una prestazione tecnicamente ineccepibile dal punto di vista dei risultati, che costituisca la migliore premessa per la fidelizzazione dei propri clienti».

Qualificazione, opportunità per le imprese

A livello europeo i sistemi di qualificazione sono sempre più basati sulla frequentazione di un corso di formazione professionale propedeutico a un esame teorico e pratico, per ottenere l’abilitazione, e sulla partecipazione a corsi di formazione continua, per mantenere l’abilitazione conseguita.

In prospettiva, il nuovo sistema di qualificazione (e non di certificazione) degli installatori supererà l’impostazione del D.M. 37/08 e potrà comportare, per chi opera già nel settore, un percorso di formazione continua obbligatoria, teorica e pratica, basata ad esempio sull’attribuzione di crediti formativi.

Questi saranno connessi alla conoscenza delle norme tecniche e dei prodotti, alla capacità di consulenza nei confronti del cliente, all’attività di progettazione, dimensionamento e posa in opera dell’impianto e al confronto fra costi e redditività.

Il nuovo sistema costituirà perciò non solo una garanzia nei confronti del consumatore, ma una vera e propria opportunità di aggiornamento e, perciò, di differenziazione per le imprese già in attività come per quelle di nuova creazione.

Guido Pesaro, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti.
Guido Pesaro,
Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti.

Quale il ruolo degli installatori?

In pratica, l’eco-sostenibilità dei consumi energetici sarà non solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio vettore del mercato. Questo implica una maggiore qualificazione degli installatori?

«Come CNA Installazione Impianti – spiega Pesaro – siamo convinti che la categoria abbia tutte le competenze e le potenzialità per fronteggiare questo nuovo scenario. Parallelamente, sebbene le imprese in attività debbano essere salvaguardate, riteniamo che l’attuale sistema di qualificazione basato su esperienze. professionali e titoli di studio non sia più sufficiente ad assicurare la corretta qualificazione delle imprese.

L’Unione Europea sta infatti emanando una serie di disposizioni che rendono indispensabile aggiornare i criteri di qualificazione professionale. È il caso, ad esempio, del cosiddetto “patentino” per i frigoristi, oppure del sistema di qualificazione per gli installatori degli impianti a energie rinnovabili.

Si tratta di modalità già utilizzate nel nostro paese per numerose altre figure professionali e che permetteranno agli installatori di mantenersi al passo con l’evoluzione delle tecnologie e delle normative, che caratterizza l’attuale panorama degli impianti tecnici».

In sostanza, serve un salto di qualità…

«Sicuramente! Non è in discussione la professionalità degli installatori ma, in generale, la categoria ha bisogno di acquisire la capacità di muoversi e proporsi sul mercato in sintonia con la sua rapida evoluzione, anche per far sentire con maggior forza la voce delle circa 180.000 imprese e degli oltre mezzo milione di operatori attualmente attivi nel nostro paese».

Fabrizio Corbe

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