PROFESSIONE

L’ingegnere “spazzacamino”

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IMPARA L'ARTE.... Paolo Defilippi è un ingegnere che ha deciso di diventare spazzacamino e fumista: alla passione per il lavoro manuale somma il fascino di poter osservare le città dall'alto.
IMPARA L’ARTE…. Paolo Defilippi è un ingegnere che ha deciso di diventare spazzacamino e fumista: alla passione per il lavoro manuale somma il fascino di poter osservare le città dall’alto.

Imprenditore e artigiano, Paolo Defilippi ha scelto di mettere in cornice la sua laurea in ingegneria chimica per dedicarsi a un’attività pratica, da svolgere all’aria aperta: lo spazzacamino.
Un mestiere antico, che ci riporta a un mondo fiabesco e ancestrale, quando calore era sinonimo di focolare e, per sapere se c’era qualcuno in casa, bastava guardare se usciva fumo dal camino. Eppure, specie nelle realtà di provincia dove l’uso della legna come combustibile è ancora diffuso, l’attività dello spazzacamino ha mantenuto la propria funzione tecnica e si è aggiornata alle esigenze contemporanee.

Intuizione vincente
Per Paolo Defilippi, titolare dell’impresa Camino Tecnica, la scelta di diventare spazzacamino è stata il coronamento di una passione per il lavoro all’aria aperta: «Fin da piccolo mi ha sempre divertito la ricerca e la scoperta di come funzionano gli oggetti: questa ragione mi ha spinto a laurearmi in ingegneria, ma le opportunità professionali che ho incontrato non mi hanno per nulla soddisfatto. Ho lavorato prima in un’industria tessile, passando poi all’Arpa come co.co.co., con il compito di controllare le caldaie a gas.
Ritengo che tutte le esperienze lavorative siamo importanti, ma ancora più importante è mettere a frutto i propri talenti personali. Perciò, quando non fu rinnovato il contratto come precario, decisi di intraprendere un’attività eminentemente manuale, che mi permettesse anche di lavorare a contatto con le persone. Nell’aprile 2006 ho perciò iniziato a lavorare come spazzacamino e, dopo aver alcuni anni di esperienza, anche come fumista».

Perché questa scelta?
«È stata una vera e propria intuizione: mi sono accorto che molti edifici del mio territorio d’origine – la provincia di Biella – utilizzano i combustibili solidi. C’era perciò la necessità di un tecnico in grado di svolgere mansioni specifiche. Ho iniziato praticamente da zero, con umiltà ma anche con entusiasmo: all’inizio non è stato facile, ma con il passare del tempo ho acquisito esperienza e competenze, imparando soprattutto che ogni tetto e ogni camino sono diversi da tutti gli altri e che, in questo lavoro, è importante fare le cose con calma.
Ho compiuto migliaia di interventi, incontrando persone fra le più varie e diverse, conquistando la loro fiducia anche grazie a un atteggiamento serio, professionale e onesto. L’ambito della fumisteria, che affianca quello di spazzacamino, interessa sia le consulenze per il corretto funzionamento dei dispositivi, sia la progettazione e installazione di caldaie, caminetti e canne fumarie, a seconda delle esigenze dei clienti».

Una figura professionale molto utile
«Lo spazzacamino è una figura professionale molto utile – sostiene Paolo Defilippi – poiché mantiene in efficienza gli impianti e, soprattutto, evita che si verifichino eventi anche molto pericolosi, primo fra tutti l’incendio della canna fumaria per effetto del deposito di particelle incombuste sulle pareti verticali.
Questo fenomeno è del tutto particolare poiché, alla sommità del camino, poss

INTERVENTO DAL TETTO. La scelta degli strumenti da utilizzare dipende dal tipo di canna fumaria e di fuliggine: in questo caso la pulizia viene effettuata con una corda dotata, all'estremo, di un utensile specifico
INTERVENTO DAL TETTO. La scelta degli strumenti da utilizzare dipende dal tipo di canna fumaria e di fuliggine: in questo caso la pulizia viene effettuata con una corda dotata, all’estremo, di un utensile specifico

ono registrarsi temperature anche pari a un migliaio di gradi, che rendono incandescenti i laterizi provocando incendi alle strutture del tetto. Un altro rischio è connesso al funzionamento irregolare del condotto, che può provocare la dispersione negli ambienti chiusi di gas dannosi, con rischio di morte per asfissia».

(Giulio Garaboldi)

 

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