Climatizzazione

Più comfort nella clinica con l’impianto a soffitto radiante

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A seguito delle nuove norme di riferimento emanate dallo Stato e dalla Regione Lazio, per la casa di cura polispecialistica a tipologia medico-chirurgica “Casa del Sole”, situata in località Vendicio nel comune di Formia (LT), si è reso necessario un intervento di ristrutturazione mirato a un ammodernamento funzionale e impiantistico. Tra i lavori portati a termine, tre centrali termofrigorifere, una per ciascuno dei tre blocchi funzionali della clinica, gestite da un sistema di supervisione centralizzato e composte da una pompa di calore aria-acqua a recupero parziale e unità di trattamento dell’aria primaria, nuovi impianti di condizionamento per le tre sale operatorie del tipo a tutt’aria, di cui due a flusso turbolento e uno a flusso laminare o misto, e la ristrutturazione degli impianti di condizionamento per le camere di degenza e per gli ambulatori, per l’ottenimento delle migliori condizioni termoigrometriche e di qualità dell’aria per i degenti.

Pannelli radianti a soffitto e scalda salviette

La progettazione degli impianti è stata seguita dall’Ing. Carlo Granata della Proimpianti S.r.l. di Avezzano (AQ), che ha optato per l’installazione di un sistema di riscaldamento e raffrescamento con pannelli radianti a soffitto e immissione di aria primaria di rinnovo, una soluzione impiantistica che ha garantito diversi benefici: la distribuzione omogenea del calore per irraggiamento, l’eliminazione dei moti convettivi dell’aria provocati dai classici ventilconvettori, la riduzione della propagazione della polvere, un aumento dello spazio fruibile all’interno delle camere, il funzionamento del sistema in assenza di rumori e una riduzione degli oneri per la manutenzione (che i sistemi tradizionali solitamente richiedono). Per il riscaldamento dei servizi igienici all’interno delle camere degenza sono stati invece installati scalda salviette ad alta temperatura.

PANORAMICA di una delle camere riservate ai degenti.

Cartongesso rinforzato con fibre minerali

L’aria primaria immessa, oltre a garantire il rinnovo del clima, è utilizzata come integrazione convettiva al sistema a soffitto, in percentuale variabile dal 20 al 35%, in particolar modo nella stagione estiva. Sia la temperatura dell’aria primaria immessa che la temperatura di mandata dell’acqua al sistema radiante a soffitto sono compensate con la temperatura dell’aria esterna. Il sistema radiante a soffitto è composto da pannelli in cartongesso rinforzato con fibre minerali prodotti da Rehau, dall’ampia superficie di scambio termico e mantenuti a pochi gradi al di sotto della temperatura ambiente. L’acqua calda o fredda, che fluisce all’interno delle serpentine inserite nella struttura dei pannelli e realizzate con tubazione in VPE Rehau (PEX-a) con barriera all’ossigeno (Rautherm S) del diametro 10 x 1 mm, abbassa o alza, a seconda della stagione, la temperatura delle stesse e quella radiante dell’involucro edilizio, innescando sia la componente di scambio convettiva sia quella radiativa. Grazie a una bassa inerzia termica, che consente un veloce adattamento alle variazioni di carico termico o di affollamento, l’impianto risulta facilmente regolabile.

PARTICOLARE del soffitto radiante installato.

Posa semplice e resa estetica

Nella maggior parte degli ambienti, circa 700 mq, è risultato necessario prevedere una superficie attiva di lastre superiore allo standard (70-75%), pari a circa il 90% della superficie lorda del soffitto, eliminando tutte le montanti di connessione. Per questo il collegamento dei vari circuiti delle singole lastre, disponibili in quattro dimensioni diverse e installabili in modo semplice, è stato compiuto direttamente al collettore polimerico collocato nel controsoffitto tecnico nella fascia dei bagni, con il vantaggio di poter tarare la portata del fluido di progetto per ciascuna lastra singolarmente e di ottenere uniformità di resa e comfort negli ambienti. La connessione tra gli elementi attivi in cartongesso e il collettore in ambiente è stata realizzata con il sistema di giunzione Rehau a manicotto inscindibile senza O-ring e a passaggio totale. Un sistema di supervisione provvede infine alla misura del valore di temperatura ambiente e a monitorare lo stato della finestra (aperta/chiusa) in ogni camera degenza; localmente non risulta possibile variare il set point di temperatura ambiente.

Come prevenire la condensa

“I timori iniziali – spiega l’installatore, Carlo Granata di Proimpianti S.r.l. di Avezzano (AQ) – sorti già in fase di scelta della tipologia impiantistica da adottare, hanno riguardato fondamentalmente il dubbio di come avrebbe risposto il sistema radiante a soffitto se soggetto a repentine e frequenti aperture degli infissi da parte degli utenti (parenti in visita, personale preposto alle pulizie, degenti, ecc.), considerando soprattutto la vicinanza del mare che comporta dei tassi di umidità relativa dell’aria superiori alla media. Abbiamo preso perciò in debita considerazione l’eventualità di possibili fenomeni di condensazione superficiale. Per questo abbiamo previsto l’installazione di valvole a tre vie servocomandate, a monte di ciascun collettore del soffitto radiante, asservite non solo al sistema di controllo della temperatura ambiente, ma, come funzione di sicurezza, a contatti elettrici installati sugli infissi per l’interruzione della circolazione dell’acqua fredda alle lastre a soffitto (solo in estate) in caso di apertura delle finestre. Monitorando l’impianto per due stagioni consecutive di regime in raffrescamento, però, la realtà dei fatti ha sconfessato pienamente i nostri timori. Solo in fase di collaudo iniziale, e all’interno di soli tre ambienti, abbiamo riscontrato piccoli fenomeni di condensazione superficiale, ma dopo un esame più attento, volto alla ricerca delle possibile cause, oltre alla frequente apertura delle finestre da parte dei degenti abbiamo riscontrato il blocco in apertura dei servomotori delle valvole a tre vie collegate ai contatti sugli infissi, con conseguente continuo passaggio di acqua fredda al soffitto radiante. Nonostante questo inconveniente la struttura delle lastre del controsoffitto, realizzate in cartongesso rinforzato con fibre minerali ad elevata resistenza, non ha subito alcun danneggiamento strutturale e ha richiesto solo piccoli interventi di ripristino della tinteggiatura”.

IL LAYOUT di un impianto a soffitto radiante in una camera tipo.

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