Solare termico + biomasse, due fonti per un casolare

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Un rifacimento strutturale, nonché impiantistico, ha recentemente coinvolto un casolare di campagna, di proprietà della famiglia Lorenzoni, immerso nel verde della frazione di Castelcavallino di Urbino (PU). A caratterizzare la struttura, un fabbricato di due piani fuori terra, la muratura piena portante e i solai realizzati con putrelle e laterizi forati, il tetto di tavelloni e pannelli in legno, intonacati sul lato interno e impermeabilizzati sull’altro, e i terminali di erogazione del calore ambiente, costituiti da pannelli radianti a pavimento e da radiatori. Viste le dimensioni dell’immobile, e l’utilizzo che dello stesso veniva fatto, la parte impiantistica ha comportato lo studio di un sistema che consentisse un notevole risparmio energetico, sfruttando quanto più possibile le fonti rinnovabili. Il proprietario, infatti, aveva la necessità di diminuire i costi per il riscaldamento degli ambienti, dell’acqua calda sanitaria utilizzata in cucina e in 4 bagni e dell’acqua della piscina di 50 m³. La ristrutturazione, progettata da Vincenzo La Gamba, dello Studio d’ingegneria Ellei di Urbino, e portata a termine da Andrea Carcianelli, della ditta Carcianelli Impianti della stessa città, ha consentito di ottenere, anche grazie a un intervento d’isolamento termico dell’involucro, la classe energetica A per l’edificio.

 

LA CALDAIA A BIOMASSE installata e le varie pompe del sistema.

Biomasse e solare termico

Per riscaldare gli ambienti, l’acqua calda per la piscina e quella sanitaria per i servizi (bagni e cucina) si è così optato per l’utilizzo di energia solare termica abbinata alle biomasse. È stato realizzato un impianto con una caldaia a legna da 30 kW con caricamento manuale ad elevata capienza (camera di combustione di circa 1 m3), che oltre a sfruttare i classici ciocchi di legna, utilizza bricchette e trucioli derivanti da scarto di lavorazioni. Questo gruppo, separato idraulicamente da tutto il resto attraverso uno scambiatore a piastre, si attesta su di un puffer da 2.000 litri. Si tratta di un accumulo inerziale con serpentino acciaio al carbonio per lo stoccaggio dell’acqua calda tecnica, completo di un secondo serpentino posto nella parte inferiore, per l’abbinamento con l’impianto solare termico Velux, costituito da 6 collettori Velux CLI U10 3000 piani rivestiti esternamente in alluminio, isolati nella parte sottostante con lana di vetro e completamente integrati nella tettoia di copertura della piscina.

Impianto a pavimento, boiler e fan coil

L’intero sistema si attesta su un collettore, dove converge anche il calore di una caldaia murale a condensazione da 32 kW alimentata a gas, qualora ce ne fosse la necessità. Da questo collettore partono le mandate per l’impianto a pavimento per il riscaldamento della casa, doppio circuito radiatori a supporto dei bagni, fan coil per i ricambi d’aria nell’area piscina, riscaldamento di una dependance per gli ospiti, scambiatori per il riscaldamento dell’acqua della piscina (supportata anche da un secondo scambiatore di preriscaldo, che dà priorità all’impianto solare termico Velux) e boiler per l’acqua calda sanitaria. Il consumo del tutto nullo delle fonti d’energia primarie tradizionali è certamente il maggior vantaggio di questo impianto, monitorato tramite un sistema domotico collegato a centraline di fabbricazione Viessmann.

IL COLLETTORE dell’impianto a pavimento.
L’IMPIANTO A PAVIMENTO intorno alla piscina.

Un lavoro complesso, ma ben organizzato

“Per questo impianto – spiega Andrea Carcianelli, installatore e titolare di Carcianelli Impianti – abbiamo dovuto lavorare in spazi ristretti, considerata l’importanza dei componenti da installare. Il sistema risulta infatti composto da caldaia a condensazione integrata con impianto solare termico e generatore di calore a biomasse, 13 pompe per alimentare ogni piano dei pannelli radianti dell’edificio, circuito radiatori, fan coil, acqua calda sanitaria, riscaldamento piscina e vicina dependance, 3 scambiatori di calore (due a piastre e uno a tubi), puffer inerziale da 2.000 litri, 8 valvole miscelatrici e relative tubazioni. Il principale plus dell’impianto? Sicuramente un utilizzo spinto delle biomasse su un edificio completamente ristrutturato, mentre, per quanto riguarda il funzionamento, il più grande vantaggio è la possibilità di sfruttare in modo importante le fonti rinnovabili. I risultati si sono visti durante lo scorso inverno, quando la caldaia a gas non è quasi mai entrata in funzione, tranne in alcune giornate di freddo pungente e durante la straordinaria nevicata del 2012 che ha colpito anche il comune di Urbino. In totale, per l’installazione completa dell’impianto, che ha richiesto dalle 2 alle 4 persone contemporaneamente, ci sono voluti 3 mesi lavorativi”.

L’ACCUMULO inerziale termico del sistema.

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