Strippaggio

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Colonna per lo strippaggio dell’aria. Foto cortesia Delta Cooling Towers (USA).

In chimica lo “strippaggio”, detto anche “stripping” in inglese o desorbimento, è il trasferimento di uno o più componenti (in genere molto volatili o poco solubili) da una fase liquida a un’altra fase che può essere gassosa o ancora liquida. Una delle applicazioni più importanti in cui interviene lo strippaggio è quella che consente di rigenerare le soluzioni liquide dopo un assorbimento al fine di allontanare o recuperare il gas assorbito e di riutilizzare il liquido solvente; oppure di rimuovere componenti indesiderati (gassosi o volatili) da determinati prodotti liquidi.
Esempi tipici di strippaggio sono l’eliminazione dell’ossigeno molecolare O2, dell’anidride carbonica e di altri gas dalle acque destinate alla produzione di vapore; o anche la distillazione del petrolio mediante la rimozione di frazioni volatili.
Esistono diversi procedimenti tecnologici per realizzare la tecnica dello strippaggio; in genere, per asportare gas o sostanze volatili disciolte all’interno di un liquido vengono utilizzate correnti di vapore, d’aria o di gas che, immesse in verso opposto a quello del liquido stesso all’interno di specifici recipienti (dette “torri” o “colonne”), esercitano un’azione “solvente” delle sostanze di cui si tratta e le trascinano via con sé. Le torri in questione sono in genere riempite di vari materiali inerti (per esempio, pietrame) al fine di aumentare la superficie di contatto per l’interscambio tra le due fasi e per ridurre le perdite di carico.

Vittorio Pesce

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