Un impianto geotermico nel cuore di Milano

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I LAVORI di trivellazione per la posa delle sonde.
I LAVORI di trivellazione per la posa delle sonde.

In pieno centro a Milano sbarca uno dei primi esempi pilota nazionali di realizzazione di un impianto geotermico per la riqualificazione energetica e ambientale di edifici storici e abitati, dimostrando concretamente che qualsiasi stabile esistente, se sottoposto a oculata e sostenibile manutenzione, può garantire le stesse performance di edifici nuovi ad alta efficienza, con costi di costruzione notevolmente più bassi.

MILANO. Nel cuore della città è stato realizzato un impianto geotermico per la riqualificazione energetica e ambientale.
MILANO. Nel cuore della città è stato realizzato un impianto geotermico per la riqualificazione energetica e ambientale.

Dal progetto…

Il progetto è inserito nell’ambito di un intervento completo di riqualificazione energetica ed ambientale degli immobili situati in centro a Milano, precisamente in corso Vercelli 25 e in via Mauri 6, nonché degli attigui locali adibiti a galleria commerciale e a garage interrato condominiale. Gli edifici, di proprietà del Fondo Pensioni per il Personale della Cariplo, risalenti agli anni ’60, sono destinati principalmente a residenze e uffici e sono costituiti da 75 unità con una superficie totale di circa 8.500 metri quadrati.

… all’installazione

La realizzazione è stata progettata ed eseguita dalla A alla Z dall’azienda E.Geo Srl – Energia Geotermica di Bergamo, che ha eseguito tutti gli interventi senza privare gli occupanti degli stabili della completa disponibilità delle parti comuni durante l’intera durata dei lavori. La progettazione architettonica è stata realizzata dall’architetto Isabella Goldmann di Milano e la progettazione geotermoidraulica dal professor Mario Maistrello del Politecnico di Milano in collaborazione con E.GEO che ha anche realizzato l’impianto geotermico.

IL LOCALE TECNICO dell'impianto da 100kW realizzato a Milano.
IL LOCALE TECNICO dell’impianto da 100 kW realizzato a Milano.

Problemi e soluzioni in cantiere

Per eseguire l’impianto geotermico da 500 kW di potenza in quest’edificio ad uso residenziale e commerciale, sono stati fatti interventi finalizzati alla riduzione delle dispersioni dell’involucro, come coibentazione con pareti ventilate, isolamento a cappotto delle pareti perimetrali esterne, ripristino e coibentazione delle coperture piane, tetto ventilato, sostituzione dei serramenti con tipologie a taglio termico e vetri basso emissivi, installazione di un tetto giardino di circa 1000 metri quadri con il triplice obiettivo di isolamento termico degli spazi sottostanti, abbattimento dell’isola di calore e valorizzazione estetico-ambientale.

IL COLLETTORE del circuito primario sonde geotermiche impianto da 220 kW.
IL COLLETTORE del circuito primario sonde geotermiche impianto da 220 kW.

Inoltre, è stato realizzato un impianto di produzione di energia geotermica, per la prima volta inserito in un edificio abitato, utilizzato per il riscaldamento invernale, il raffrescamento estivo e la produzione di acqua calda sanitaria centralizzata delle residenze.

Le criticità emerse dal punto di vista dell’isolamento dell’involucro e di scompensi energetici per la parte impiantistica sono quelle della maggior parte degli immobili di quel periodo, e cioè: 1) grosse dispersioni termiche attraverso l’involucro e stato di degrado delle finiture; 2) grandi consumi per il riscaldamento delle unità, per l’utilizzo di caldaie a gasolio, con una elevata emissione di CO2 nell’atmosfera.

I risultati ottenuti

Dopo la prima stagione invernale ed estiva di funzionamento dell’impianto, i risultati ottenuti sono: riduzione del 79% delle spese annue di riscaldamento, riduzione del 70% delle emissioni di CO2 e del 30% del fabbisogno di energia termica, miglioramento del microclima interno e della qualità dell’aria sia interna sia esterna, con riduzione della temperatura generale del quartiere in estate fino a 4° C nel raggio di 200 metri; miglioramento della classe energetica, passando dalla G di partenza alla B finale, con conseguente rivalutazione dell’immobile.

Caratteristiche dell’impianto

Per generare il calore si è optato per un impianto geotermico a circuito chiuso con sonde verticali, in grado, attraverso lo sfruttamento della temperatura del sottosuolo, di coprire il fabbisogno termico dell’intero complesso con consumi minimi, senza la produzione di fumi di scarico e con la massima riduzione di emissioni di CO2 rispetto a qualsiasi altra soluzione impiantistica. Il progetto iniziale prevedeva un campo sonde, da realizzare dall’interno del primo piano interrato (corsello/box) costituito da 42 sonde da circa 130 metri l’una, delle connessioni superficiali e collegamenti idraulici sottopavimentati nel corsello box e una sala tecnica. È proprio quest’ultima il vero cuore dell’impianto. Al suo interno sono state installate: una pompa di calore geotermica, modello E.GEO WE, a quattro stadi indipendenti reversibili con un a potenza di 420 kW con produzione in riscaldamento a bassa temperatura, produzione di ACS a 60° C e di acqua refrigerata fino a 7° C; una pompa di calore aria/acqua da 108 kW a supporto del riscaldamento a bassa temperatura; una pompa di calore geotermica da 60 kW ad alta temperatura fino a 70° C, poiché alcuni uffici disponevano solo di radiatori in ghisa e non era prevista la loro sostituzione; un accumulo inerziale di 4.000 litri dedicati al riscaldamento in bassa temperatura, una produzione istantanea di ACS con 4 scambiatori da 160 kW e accumulo tecnico di 8.000 litri.

Il “serbatoio” geotermico

La principale peculiarità e difficoltà è stata quella di dover realizzare il campo di sonde geotermiche dai garage dell’edificio, non essendoci un’area di pertinenza disponibile intorno allo stesso e rendendo così particolarmente critici accesso e operatività nella fase di cantiere. Per questo è stato necessario realizzare appositamente una macchina perforatrice di dimensioni tali da poter essere introdotta e utilizzata nei garage, con conseguente allungamento dei tempi di perforazione rispetto a quelli standard, a causa della riduzione di lunghezza delle aste di perforazione.

In media il tempo di pay back relativo a un impianto geotermico a bassa entalpia, rispetto a un impianto tradizionale a caldaia gas+chiller, si quantifica in 6/7 anni. Nel caso specifico avendo sostituito un impianto a gasolio, gli anni si riducono a 4/5. Il periodo di ammortamento delle sonde geotermiche è di circa 80-100 anni.

Massimo Nardin

 

Scheda lavori

Tipologia impianto:

impianto geotermico per la riqualificazione energetica e ambientale di edifici storici e abitati

Luogo installazione:

Milano, corso Vercelli 25 e via Mauri 6

Progettazione architettonica:

arch. Isabella Goldmann , Milano

Progettazione geotermoidraulica:

prof. Mario Maistrello, Politecnico di Milano, in collaborazione con E.GEO

Realizzazione impianto geotermico:

E.Geo Srl – Energia Geotermica di Bergamo

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