Verifiche, i rapporti di efficienza di tipo III

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Continua l’analisi dei rapporti di efficienza energetica, dei quali, come sappiamo, esistono 4 diversi modelli, da utilizzare a seconda della tipologia di impianto su cui si eseguono le verifiche. Oggi ci soffermeremo sui rapporti di efficienza di tipo III, ovvero quelli utilizzati per gli scambiatori di calore.

Come di consueto occorre prima di tutto precisare che, nel caso di impianto composto da più scambiatori di calore, dovranno essere redatti più rapporti di efficienza, ognuno con il riferimento allo specifico apparecchio di cui si riportano i dati.

I dati identificativi dell’impianto

Passiamo ora alla compilazione del documento, strutturato anch’esso in sei parti, ognuna identificata con una lettera (da A ad F). La sezione A richiede di riportare i dati identificativi dell’impianto, del responsabile dell’impianto stesso e della ditta che esegue le operazioni di controllo. Per quanto concerne l’impianto viene richiesto di indicarne il codice catastale, la potenza termica e l’indirizzo dell’immobile ove è installato. Per quanto riguarda il responsabile dell’impianto, oltre a cognome, nome e codice fiscale, qualora il responsabile sia persona giuridica, bisogna riportare anche la ragione sociale della ditta. L’indirizzo di residenza del responsabile può essere omesso nel caso questi risieda allo stesso indirizzo in cui è ubicato l’impianto. È infine necessario indicare, tramite una crocetta, se il responsabile è il proprietario, un’occupante (inquilino ecc.), l’amministratore del condominio o un terzo responsabile. A seguire vengono richiesti i dati dell’impresa manutentrice, che però non devono essere riportati se quest’ultima ha anche l’incarico di terzo responsabile.

La documentazione tecnica

La sezione B riguarda la documentazione tecnica che si trova a corredo dell’impianto. Viene quindi chiesto al manutentore di verificare, spuntando la casella appropriata, la presenza della dichiarazione di conformità, la presenza del libretto di uso e manutenzione, la presenza del libretto d’impianto e la sua completezza.

Il trattamento dell’acqua

La sezione C, che deve essere compilata solo se è pertinente con l’impianto in questione, è dedicata al trattamento dell’acqua e richiede di indicare la durezza di quest’ultima, se vengono effettuati trattamenti e se questi siano o meno obbligatori. Nel caso il trattamento fosse presente, è inoltre richiesto di indicare se questo consista in filtrazione, addolcimento o condizionamento chimico. Chiaramente, laddove necessario, possono essere spuntate più caselle contemporaneamente.

L’ispezione visiva dell’impianto

La sezione D raccoglie i risultati dell’ispezione visiva eseguita sull’impianto. Si compone di un elenco di verifiche, tra cui il controllo dell’idoneità del locale di installazione, delle linee elettriche e della coibentazione, oltre all’assenza di perdite dal circuito. Per ognuna delle voci dovrà essere spuntata una casella a scelta tra “Sì”, “No” e “Nc” quando la verifica non sia pertinente alla specifica tipologia di impianto.

Le prove strumentali

La sezione E riguarda le prove strumentali. Mentre le sezioni precedenti riportano gli stessi dati per tutti gli apparecchi componenti l’impianto, questa sezione è specifica di ogni scambiatore e deve essere correlata ad ognuna delle schede 4.5 presenti nel libretto, attraverso l’indicazione del gruppo SC cui si fa riferimento. In modo da consentire una verifica incrociata, bisogna inoltre riportare tutti i dati di targa del generatore: fabbricante, modello, matricola, potenza nominale, il tipo di utilizzo (climatizzazione, produzione di ACS o entrambe) ed il tipo di fluido termovettore utilizzato in entrata (acqua calda o surriscaldata o vapore) e in uscita (acqua calda o vapore). È poi presente un elenco di verifiche, per ognuna delle quali dovrà essere spuntata una casella a scelta tra “Sì”, “No” e “Nc” quando la voce non è pertinente all’impianto specifico. È necessario evidenziare la compatibilità delle installazioni col progetto, l’idoneità dello stato della coibentazione e il corretto funzionamento dei dispositivi di regolazione e di controllo. A questo punto una semplice tabella richiede di registrare i valori, rilevati durante le misurazioni, della temperatura esterna, della temperatura di mandata e di ritorno al primario e al secondario, la portata del fluido primario e la potenza termica dell’apparecchio.

La verifica con una check-list

L’ultima sezione, la F, conclude la verifica con una check-list, all’interno della quale vengono riportati eventuali suggerimenti del manutentore, volti ad ottenere un miglioramento delle prestazioni energetiche e comunque a permettere all’impianto di continuare o di ritornare a funzionare correttamente. Alcuni interventi, come l’adozione di valvole termostatiche, la verifica della curva climatica impostata, la coibentazione delle tubazioni e la verifica puntuale dell’assenza di perdite di acqua sono già riportate e, nel caso risultassero pertinenti, possono essere spuntate. Per tutti gli altri suggerimenti sono invece previste tre sezioni aperte. La prima, denominata “Osservazioni”, serve ad indicare le cause di eventuali dati negativi rilevati e gli interventi manutentivi eseguiti o suggeriti per risolvere il problema.

Raccomandazioni, prescrizioni e firme

La sezione “Raccomandazioni” deve essere usata per riportare la descrizione degli interventi da eseguire al fine di risolvere carenze importanti riscontrate e non eliminate, ma tali comunque da non arrecare immediato pericolo.

Nella sezione “Prescrizioni” devono essere indicate le carenze riscontrate, tali da arrecare un immediato pericolo e da richiedere la messa fuori servizio dell’impianto e la diffida di utilizzo dello stesso nei confronti del Responsabile. Oltre a ciò andranno, chiaramente, riportate con una descrizione dettagliata, le operazioni necessarie al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nell’ultima parte del documento è infine fondamentale indicare se, in base ai controlli eseguiti, l’impianto può o meno funzionare, la data e l’ora dell’intervento. Si ricordi che il documento deve essere firmato sia dal tecnico manutentore, sia dal responsabile tecnico per presa visione, in tutte le sue pagine.

SCARICA IL PDF DELL’ALLEGATO DI TIPO III

 

 

 

 

 

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