Manutenzione straordinaria di una pompa di pozzo

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IL MANUTENTORE Antonio Semeraro in cantiere.
L’intervento di manutenzione eseguito da Geotecnica presso il “palazzo della cultura”, sede della casa editrice Tecniche Nuove, ha previsto la sostituzione della pompa a servizio dell’impianto di climatizzazione ad acqua di falda: ecco i passaggi che hanno permesso di svolgere questa operazione senza interruzioni dell’attività.

Geotecnica di Bresso (MI), azienda specializzata nell’installazione e manutenzione di impianti geotermici, è stata incaricata dalla casa editrice milanese Tecniche Nuove – che pubblica più di 100 riviste, tra le quali GT – di eseguire un intervento specialistico sulla pompa di pozzo a servizio dell’impianto di climatizzazione a pompa di calore.

Nel palazzo, l’energia termica per la climatizzazione invernale e l’acqua calda sanitaria – nonché l’energia frigorifera per il raffrescamento estivo – vengono prodotte da un unico sistema, costituito da due pompe di calore aventi come sorgente energetica l’acqua di prima falda. L’approvvigionamento idrico è garantito da un pozzo di “presa”, dotato di un’elettropompa sommersa a circa 40 m di profondità, mentre il pozzo di “resa” consente la reimmissione in falda dell’acqua a completamento del circuito energetico.

Il Committente riscontra sul sistema di controllo e gestione dell’impianto che la pompa di pozzo ha raggiunto le ore limite di funzionamento, per cui si deve procedere alla sua manutenzione: per fare ciò è indispensabile sollevare la stessa al piano campagna e sostituirla con una equivalente, in modo da poter garantire il servizio senza interruzioni. L’editore, previdente, in fase di realizzazione e collaudo dell’impianto ha fatto sì che una pompa di scorta fosse sempre disponibile in caso di necessità: ubicata nella centrale tecnologica da diversi anni, è stata preventivamente trasportata in un’officina per essere revisionata e installata al posto di quella da sostituire.

L’intervento step by step

Prima dell’esecuzione di qualsiasi opera, GeoTecnica s.r.l. esegue una video-ispezione del pozzo per determinare lo stato di conservazione della tubazione (immagine 1), il materiale, le giunzioni e la profondità della falda. Una volta appurato lo stato di conservazione dei materiali e il metodo di collegamento si iniziano a programmare le tempistiche del lavoro in funzione delle esigenze del Committente: in questo caso, trattandosi di uffici, il lavoro viene programmato il venerdì pomeriggio e il sabato.

Nel frattempo, la pompa di scorta viene trasportata presso l’officina autorizzata Grundfos che provvede al collegamento di un cavo (50 m, 4 poli x 16), alla giunzione, al controllo dell’avvolgimento del motore e alla verifica della tenuta meccanica predisponendola alla futura installazione. Nella posizione sovrastante al pozzo di presa sono ubicate delle griglie carrabili (immagine 2) che, una volta aperte, permettono l’accesso e il posizionamento di due paranchi (immagine 3) opportunamente dimensionati per i pesi che dovranno sostenere.

Questi vengono ancorati alla trave esistente (immagine 4), posta direttamente sopra il pozzo di presa. Le pompe di calore vengono spente alle ore 13.00 di venerdì e il pozzo, chiuso ermeticamente, viene aperto successivamente mediante “sflangiatura” (immagine 5) della testa e scollegamento dalla tubazione orizzontale. Mediante l’utilizzo dei paranchi, delle cinghie e dei mezzi di sollevamento, il personale di GeoTecnica riesce a innalzare le verghe (ciascuna di tre metri, in acciaio inox e diametro DN 150) una per volta e a svitare i bulloni che serrano le connessioni idrauliche (immagine 6).

Ogni singola verga viene posizionata in prossimità dell’area di lavoro (immagine 7) e le guarnizioni vengono tolte insieme ai bulloni, per essere poi smaltite. Ci si accorge che i bulloni non sono stati forniti tutti in acciaio inox, ma alcuni presentano segni di deterioramento che avrebbero potuto causare una mancanza di tenuta e scollegamento delle tubazioni. Per questo motivo, oltre all’approvvigionamento delle guarnizioni si rende indispensabile procedere anche a quello di viti e bulloni in acciaio inox (diametro 20 mm e lunghezza 8cm). Man mano che le verghe vengono sollevate e scollegate idraulicamente fra loro, vengono anche rimosse le sonde e il cavo di collegamento elettrico della pompa.

Dopo quasi cinque ore di lavorazione la pompa viene scollegata dal suo raccordo, pulita e posizionata sul mezzo di trasporto che si occuperà del ricovero in officina. Viene prestata massima attenzione allo stato di conservazione del raccordo, alla sua tipologia e al materiale che lo costituisce: questo permette di definire se lo stesso potrà essere riutilizzato senza compromettere l’integrità e il funzionamento dell’impianto, cosa che avviene senza problemi di sorta. Le operazioni a questo punto vengono interrotte e rimandate al giorno successivo.

Nella giornata di sabato viene collegata la pompa revisionata Grundfos al suo raccordo e ricollocata nel pozzo, dove sempre con l’ausilio dei paranchi viene fatta calare all’interno del pozzo assieme alle verghe, alle nuove guarnizioni e ai bulloni e viti in acciaio inox. Sonde e cavo fascettate alla tubazione sono posizionate alle corrette metrature per garantire il funzionamento efficiente del sistema. A fine attività le verghe si presentano completamente inserite nel pozzo il quale viene chiuso ermeticamente, il tratto orizzontale dotato di valvola di ritegno collegato alla tubazione mediante flangia. Il nuovo cavo viene collegato elettricamente alla linea esistente esterna e la pompa alimentata viene collaudata.

L’area di lavoro è pulita, il materiale di risulta smaltito presso le pubbliche discariche autorizzate, i paranchi ritirati: l’impianto è pronto per ripartire. Seguiranno i collaudi e le verifiche di funzionamento delle pompe di calore e di tutto l’impianto.

Segui passo-passo l’intervento di manutenzione

L'esperienza del manutentore
ANTONIO SEMERARO E MATTEO GIORGI, resp. tecnici Geotecnica srl.

«Un impianto costituito da pompe di calore con raffreddamento ad acqua di falda richiede che la manutenzione straordinaria di un’elettropompa sommersa nel pozzo di presa debba essere svolta da personale qualificato e specializzato. La stessa va sollevata al piano di lavoro munendosi delle attrezzature di sollevamento necessarie e prestando attenzione ai collegamenti elettrici e alle sonde che saranno staffate alla tubazione. Per questo motivo, è sempre consigliabile prevedere dei sistemi di ancoraggio delle pompe in modo da facilitare l’intervento su di esse in caso di necessità. Nel caso specifico, l’esistenza della trave in prossimità del pozzo ha facilitato le operazioni. Prevedere una video-ispezione ha reso possibile determinare il materiale e la tipologia di tubazione utilizzata per il pozzo, nonché la profondità della falda: questa operazione ha permesso di ordinare i materiali (bulloni, diametro guarnizioni, etc.) e rendere il lavoro fluido, senza interruzioni. In fase di preparazione è determinante approcciare le lavorazioni impiegando attrezzature (mezzi di sollevamento e paranchi a norma) con personale specializzato, in grado di procedere con le opere e completarle garantendo la massima sicurezza durante il loro svolgimento rispettando le normative del settore. È opportuno poter disporre di tutta la documentazione di progetto e di calcolo dell’impianto (es. dimensionamento pozzi, materiali, etc.) per poter studiare, analizzare e mettere in pratica delle soluzioni di mantenimento del sistema a regime e delle migliorie apportabili. Non bisogna sottovalutare i tempi di intervento per un lavoro finito a regola d’arte e per riportare a regime l’impianto. Trasparenza e condivisione delle scelte operative saranno sicuramente apprezzate dal Cliente».

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