Rinnovare l’aria recuperando il calore

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VORT HR 350 AVEL

La ventilazione meccanica controllata con recupero del calore consiste nell’eliminare l’aria viziata in ambiente mediante l’estrazione forzata dai locali cosiddetti “viziati” (es. bagni, cucina, lavanderia etc.) e di introdurre aria di rinnovo unicamente nei locali “nobili” (es. camere, soggiorni, studio, etc.). I 2 flussi d’aria sono preventivamente filtrati, non vengono a contatto tra loro, s’incrociano in un insieme di micro-tunnel composti di materiale termo-conduttivo che permette il passaggio di calore dall’aria da espellere a quella da immettere. Cosi facendo si “recupera” il calore e si ottiene un circuito d’aria completo che è vantaggioso soprattutto d’inverno, quando la cosa comporterebbe un maggiore consumo di gas o elettricità per compensare – attraverso termosifoni, pompa di calore o condizionatore – lo shock termico dovuto all’ingresso di aria troppo fredda.

Vort HR 350 Avel di Vortice è un recuperatore di calore per uso residenziale e commerciale. Al suo interno, sono presenti motoventilatori con motori EC brushless e uno scambiatore di calore che assicura livelli di efficienza di scambio termico superiori all’85 per cento. Un apposito display multifunzione permette di settare e gestire l’impianto. La macchina non è adatta per installazioni esterne, mentre può essere abbinata a un pre-riscaldatore Vortice.

Nella ventilazione meccanica controllata, la lunghezza dei tubi o la distanza dall’unità centrale non sono decisivi come nel condizionamento. Vanno anzitutto considerati i vani in cui occorre estrarre l’aria viziata e quelli in cui è opportuno immetterne di pulita. In seguito, il progettista eseguirà i dovuti calcoli aeraulici basati sul volume dei locali e sul coefficiente di ricambio dell’aria. Per quanto riguarda quest’ultimo, il supporto tecnico di Vortice indica come riferimento un valore all’interno del range 0.35 – 0.5 vol./h, che è stato acquisito come standard da Casaclima in aderenza alla norma UNI EN 15251. In linea di principio, la grandezza del recuperatore dovrà essere tale da poter servire l’abitazione o l’esercizio commerciale lavorando alla metà della propria curva prestazionale e non al limite delle sue capacità.

Ogni minuto dedicato alla fase organizzativa è un “investimento” che agevolerà la realizzazione dei lavori.  Realizzare un impianto VMC di pari passo al resto delle altre opere permette la migliore integrazione dei suoi elementi nell’insieme di tutti gli impianti previsti. Dal punto di vista pratico, è   utile tracciare con un gesso il percorso della distribuzione, così da stabilire la posizione delle clip di sostegno delle canalizzazioni: nel caso specifico, se ne prevede una per ciascun metro di canale, due alla presenza di curve. Per una corretta installazione è necessario realizzare i sifoni rispettando le quote indicate a libretto istruzioni. Infine, l’eventuale preriscaldatore va installato a una distanza minima di 50 centimetri di distanza dalla bocca di mandata verso l’interno.

 

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