«Vi scriviamo per richiedere un chiarimento sulla corretta gestione dello scarico della condensa dalle caldaie a condensazione, in particolare quando questo non è convogliato nel sistema di scarico delle acque reflue.
Di norma, quando riscontriamo uno scarico condensa non convogliato (ad esempio in lavandini non sifonati, taniche, buche in giardino o a terra), inseriamo una prescrizione nel Rapporto di Intervento.
Tuttavia, un recente caso ci ha portato a riflettere: a seguito di un intervento su una caldaia, precedentemente ispezionata da un professionista, abbiamo notato che è stata indicata l’installazione di un neutralizzatore di condensa, pur scaricando la condensa liberamente in un lavandino.
Questo ci pone un interrogativo sulla corretta interpretazione della UNI 7129:2015, parte 5 (“Sistemi per lo scarico delle condense”), che al riguardo sembra prevedere: “In tutti i casi, per i quali lo scarico della condensa non avviene nel sistema di scarico delle acque reflue, è necessaria l’installazione di un neutralizzatore di condensa che garantisca il rispetto dei parametri previsti dalla legislazione vigente.”
Il nostro quesito è: come dobbiamo procedere in caso di scarichi condensa non convogliati (es. lavandini, taniche, giardino, a terra)?
È sufficiente la sola installazione di un neutralizzatore di condensa (come indicato dal professionista), oppure lo scarico deve comunque essere convogliato in modo permanente e a tenuta, secondo le disposizioni che lo qualificano come scarico di acque reflue domestiche?
Vi chiediamo indicazioni operative chiare per uniformare il nostro comportamento in queste frequenti situazioni.», ci chiedono dei lettori di GT.
Non comprendiamo “lavandini non sifonati” e se lo scarico della condensa avviene direttamente nel lavandino. Come previsto nella UNI 7129-5:2015 in varie figure, basta munire di un sifone la tubazione dello scarico condensa realizzata con le accortezze previste nel punto 4.3 e collegarlo alla rete acque reflue.
Nell’ultimo capoverso dell’Appendice A1 si prescrive “In tutti i casi, per i quali lo scarico delle condense non avviene nel sistema di scarico delle acque reflue, è necessaria l’installazione di un neutralizzatore di condense che garantisca il rispetto dei parametri previsti dalla legislazione vigente”. Non si aggiunge altro e non vi sono altre indicazioni e quindi si presume smaltimento a terra con le attenzioni del caso.
La UNI7129 del 2015 dedica tutta la parte 5 ai Sistemi per lo scarico delle condense in maniera dettagliata ma a fronte di perplessità interpretative il M.I.S.E. (Ministero dello Sviluppo Economico) ha risposto a vari quesiti che gli erano stati sottoposti:
- Quesito n. 1.
È possibile affermare che la condensa proveniente da impianti domestici e similari possa essere scaricata insieme alle acque meteoriche (es.: in pluviali, canali di gronda, etc,), previa neutralizzazione e previo accertamento dell’idoneità dei materiali utilizzati?
- Quesito n. 2.
In riferimento alla domanda 1, e qualora la risposta fosse affermativa, è sempre necessario ricorrere alla neutralizzazione o questa può essere evitata in caso di miscelazione con i reflui basici prima dell’immissione nel collettore fognario o dello scarico in acque superficiali?
Risposte del M.I.S.E. a entrambi i quesiti:
Le condense provenienti da caldaie si assimilano ad acque reflue domestiche; tali condense possono essere mescolate alle acque meteoriche (l’insieme costituisce uno scarico di acque reflue urbane), talvolta anche senza neutralizzazione.
La semplificazione notevole è dovuta al fatto che si ritiene che la condensa non aggiunga criticità ulteriori ai reflui, salvo il medio grado di acidità facilmente compensabile.
I casi sono 2:
a) Se la rete fognaria è di tipo unitario (cosa che avviene quasi dappertutto in Italia) la neutralizzazione è necessaria solo se il materiale di cui è costituita la canalizzazione (o pluviale) in cui arriva la condensa sia a rischio di corrosione;
b) Se la rete fognaria è del tipo “separato” non è ammesso lo scarico della condensa nelle acque meteoriche.
Pertanto, in caso di reti fognarie unitarie e di pluviali di materiale idoneo allo scarico della condensa, si potrebbe addirittura scaricare direttamente la condensa nel pluviale, senza neutralizzazione. Quanto segue esula parzialmente dalla domanda, ma lo riportiamo perché crediamo essere utile.
- Quesito n. 3
È possibile, inoltre, scaricare la condensa in pozzetti interrati circondati da materiali neutralizzanti, come avviene, ad esempio in Inghilterra (norma BS 6798:2009)?
Risposte del M.I.S.E. ministero al quesito n.3:
Su questo tema, la risposta è stata in linea con quanto previsto dal D. Lgs. 152/06 in tema di scarico nel suolo (vietato, in generale, ma consentito nel caso di insediamenti, installazioni o edifici isolati, purché in linea con le disposizioni regionali).
L’assimilazione dello scarico in pozzetto neutralizzatore per condense allo scarico dei reflui domestici sul suolo per edifici non serviti da reti fognarie offre un’ulteriore soluzione.
- Quesito n.4
È corretto affermare che i requisiti previsti dal D. Lgs. 152/06 in tema di disciplina degli scarichi (artt. 101 e seguenti) devono essere verificati nel punto di immissione in corpi idrici superficiali e/o in reti fognarie (e non nel singolo impianto di smaltimento dei reflui domestici dell’edificio)?
Risposte del M.I.S.E. al quesito n.4:
La risposta chiarisce che l’eventuale campionamento viene fatto immediatamente a monte dell’immissione dello scarico nel recapito (fognatura, acque superficiali, suolo, sottosuolo). Questo significa che, normalmente, i valori previsti dal D. Lgs. 152/06 non vengono misurati all’uscita del singolo impianto domestico (non soggetto a controlli o ad autorizzazioni) ma all’uscita del collettore prima del corpo recettore. Questa risposta è utile per inibire interpretazioni troppo rigide sulla necessità di neutralizzazione della condensa o del suo convogliamento nello scarico dei reflui basici.



