
Ma è vero che… a seconda della scelta tecnica si può installare o il compensatore idraulico o lo scambiatore di calore?
Quando si progetta o si rinnova un impianto termico o di climatizzazione, uno degli aspetti più importanti è la corretta gestione dell’equilibrio idraulico e dello scambio energetico tra i diversi circuiti.
In questo contesto, due soluzioni tecniche si pongono spesso a confronto: il compensatore idraulico e lo scambiatore di calore. La scelta tra l’uno o l’altro non è mai casuale, ma dipende dalle esigenze specifiche dell’impianto, dai vincoli di sicurezza e dalle prestazioni richieste.
Il ruolo del compensatore
Il compensatore idraulico, detto anche disgiuntore idraulico, è un dispositivo che ha il compito principale di separare idraulicamente il circuito primario (quello di generazione del calore o del freddo) da quello secondario (quello di distribuzione agli utilizzatori).
Grazie al compensatore:
- si stabilizza la portata tra i due circuiti, evitando interferenze;
- si riducono le perdite di carico e gli squilibri idraulici;
- si facilita il lavoro delle pompe, che possono operare indipendentemente tra loro;
- si migliora la gestione delle diverse zone dell’impianto, anche in presenza di più generatori e differenti esigenze termiche.
Il ruolo dello scambiatore
Lo scambiatore di calore a piastre o a fascio tubiero, invece, ha una funzione differente. Serve a trasferire energia termica da un circuito all’altro, senza che vi sia mescolanza diretta dei fluidi. Oltre a consentire un efficace passaggio di calore, lo scambiatore rappresenta una vera e propria barriera di separazione tra i due sistemi.
Questa caratteristica è particolarmente importante quando:
- i due circuiti utilizzano fluidi diversi (ad esempio acqua tecnica e acqua potabile);
- è necessario proteggere l’impianto interno da contaminazioni o da sporcizia proveniente dall’esterno;
- si vuole preservare il generatore da fanghi, corrosione o impurità presenti nel circuito secondario;
- si devono rispettare specifiche normative sanitarie o di sicurezza, come negli ospedali, nelle piscine o negli impianti alimentari.
Lo scambiatore di calore, quindi, non si limita a bilanciare i flussi, ma garantisce anche un livello di sicurezza e protezione aggiuntivo.
Il compensatore idraulico è la soluzione più indicata quando:
- L’impianto è complesso e multi-zona, con più circuiti secondari che devono funzionare indipendentemente.
- Non vi sono rischi di contaminazione tra i fluidi, cioè quando l’acqua di generazione e quella di distribuzione possono circolare nello stesso circuito senza problemi.
- Si desidera semplificare la regolazione, mantenendo stabile il funzionamento delle pompe e dei generatori.
- Il focus è l’equilibrio idraulico più che la separazione fisica dei circuiti.
Lo scambiatore di calore diventa indispensabile quando:
- I fluidi non possono entrare in contatto diretto, per motivi igienici, tecnici o normativi.
- Si vuole proteggere il generatore da acque di rete sporche, dure o corrosive.
- Si opera in contesti ad alta criticità sanitaria.
- Si lavora con temperature o pressioni differenti nei due circuiti, e serve un punto di scambio sicuro.


