
Attiva dal 1971 come azienda di installazione di impianti termotecnici nei settori residenziale, industriale e civile, Dalla Costa Impianti prosegue oggi il suo cammino sotto la guida dei fratelli Dario e Claudio. Aggiornamento continuo, passione per l’innovazione e attenzione all’ambiente sono alla base del loro lavoro quotidiano.
Ospite della nostra rubrica, questo mese, è Dario Dalla Costa, titolare assieme al fratello Claudio dell’azienda Dalla Costa Impianti, con sede a Schio in provincia di Vicenza.
Signor Dario, ci racconti brevemente la vostra storia…
«L’azienda nasce nel 1971, fondata da nostro padre. Dopo più di vent’anni di esperienza maturata presso la ditta di un suo zio, decide di mettersi in proprio e di aprire la sua attività. Io entro in azienda come apprendista operaio verso la fine degli anni Ottanta e da lì costruisco la mia esperienza, anno dopo anno, mansione dopo mansione.
A fine anni 90, io e mio fratello, che nel frattempo aveva iniziato a lavorare in azienda, abbiamo preso ufficialmente le redini e abbiamo avuto, fin da subito, la completa autonomia nella gestione aziendale. Dieci anni fa, poi, ci siamo trasformati in una SRL.
Siamo felici e orgogliosi di essere ancora attivi dopo così tanti anni e tante sfide che siamo riusciti a superare, rimanendo sempre in piedi e non smettendo mai di guardare avanti».
Lei ha anche rivestito un’importante carica istituzionale, ci vuole raccontare la sua esperienza in Confartigianato?
«Il mio mandato è terminato nel 2024: per otto anni sono stato Presidente Nazionale di Confartigianato Impianti. Sono stati anni impegnativi, tra pandemia e bonus. Rappresentare gli impiantisti è stata una grande sfida, ma che mi ha dato anche molte soddisfazioni. Negli anni mi sono impegnato per creare un manifesto di semplificazione del settore termoidraulico per le piccole imprese, per l’incremento dell’aggregazione tra aziende e il confronto costruttivo e continuo della categoria con le istituzioni.
Ricordo che abbiamo seguito il 110 fin dagli albori. Venivamo chiamati da chi stava stendendo questi provvedimenti per dare il nostro apporto, grazie alla nostra conoscenza del mestiere. Era fondamentale sentire il parere degli impiantisti, di quelli che poi avrebbero dovuto realizzare quel tipo di interventi. Oggi questo provvedimento viene molto criticato, ma è anche vero che il 110 arrivava dopo due anni di economia totalmente piatta. Il 110 è stato quello scossone che, nel giro di un mese, ha rimesso in moto tutto quello che era fermo da anni».
Tornando al suo ruolo di titolare, quante persone lavorano in azienda oggi?
«Siamo in sei. Io mi occupo principalmente della parte che riguarda sopralluoghi, preventivi, contatti con i vari clienti, mentre Claudio è la figura più operativa, presente nei vari cantieri per coordinare i lavori dei nostri collaboratori e anche delle aziende esterne che vengono a lavorare per conto nostro su alcune realizzazioni».
Che tipo di collaborazioni avete con queste aziende esterne?
«Il nostro punto forte è quello di offrire dei pacchetti completi chiavi in mano. Oltre ai classici lavori che ci competono nel campo idrotermosanitario, ci occupiamo principalmente di ristrutturazioni. Per questi lavori, che implicano anche opere elettriche, murarie, infissi, ecc., ci avvaliamo di ditte esterne per poter offrire quel “pacchetto completo” di cui accennavo poco fa. Credo questa sarà una modalità sempre più diffusa, proprio per la comodità di offrire al cliente finale un lavoro completo senza che debba pensare ad altro.
Siete attivi quindi principalmente nel residenziale o anche in altri ambiti?
«Il nostro lavoro si è modificato nel corso degli anni e oggi lavoriamo per la maggior parte nel residenziale, uffici, o comunque opere contenute perché, essendo solo in sei, non potremmo prendere lavori più grandi. Costruiamo impianti termoidraulici, impianti per gas tecnici, climatizzazione, impianti solari, geotermia, impianti fotovoltaici, pompe di calore, microcogenerazione.
Nel residenziale puntiamo molto sul fotovoltaico. Dalla posa del solare termico abbiamo ampliato l’offerta anche al solare fotovoltaico, soprattutto dopo la grande spinta degli incentivi. Io ho, tra l’altro, anche una formazione elettrica, per cui non è stato difficile questa “implementazione”. Siamo anche in possesso dei requisiti del DM37 per realizzare la parte elettrica, che sfruttiamo senza però mai andare a sostituirci quelle che sono le specificità del mondo elettrico e dei suoi professionisti».
In che modo riuscite a farvi conoscere?
«Siamo un’azienda storica e molto apprezzata a livello locale. Questo vuol dire che lavoriamo molto con il passaparola, anche se, nel corso degli ultimi anni, stiamo dando anche grande importanza ai social per far conoscere i nostri lavori e quello che possiamo offrire. Le nostre pagine Facebook e Instagram sono piene di video con le realizzazioni più diverse: pompe di calore, posa di pannelli fotovoltaici, efficientamento energetico.
A un giovane intenzionato a intraprendere questa professione, cosa direbbe?
«Sento spesso i giovani, anche nel nostro ambito, mettere in discussione l’Italia, perché all’estero “si guadagna di più”. In Italia, in realtà, nella nostra professione, si guadagna bene. Inoltre, il nostro è davvero un mestiere che non scomparirà mai, anche con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Saranno sempre le nostre mani a realizzare il lavoro e, grazie alle nostre competenze e agli aggiornamenti – anche in ambito tecnologico – saremo noi a sfruttare l’AI per semplificare il nostro lavoro, senza mai rischiare di essere sostituiti».


