Geotermia e impianto radiante riscaldano la chiesa

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Parrocchia Santa Maria del Rosario di Forni di Sotto (UD)

LA TECNICA di collegamento con manicotto autobloccante senza O-ring per giunzioni a tenuta stagna permanente.
LA TECNICA di collegamento con manicotto autobloccante senza O-ring per giunzioni a tenuta stagna permanente.

Autosufficienza in termini di fabbisogno energetico e abbattimento dei costi di esercizio e manutenzione: sono state queste le richieste della Parrocchia Santa Maria del Rosario di Forni di Sotto (UD) per il rifacimento degli impianti legati alla ristrutturazione dell’omonima chiesa situata nell’Alta Val Tagliamento, sorta intorno all’anno Mille, e, oggi, ottava tappa del percorso di pellegrinaggio chiamato ‘Cammino delle Pievi’. Distrutta dall’esercito tedesco nel 1944 per rappresaglia contro i partigiani, questo luogo di culto venne ricostruito nel 1950 sulle fondamenta del precedente e, nel 2011, nuovamente rinnovato.

Anche solare termico e fotovoltaico

Per rispettare i requisiti della committenza, l’Ing. Roberto Pavoni dello Studio Asstecaa di Udine ha sviluppato un progetto impiantistico basato sull’utilizzo di energie rinnovabili. Queste vanno dalla geotermia in abbinamento a una pompa di calore per l’alimentazione del sistema radiante a pavimento, installato sull’intera superficie della chiesa, fino a un impianto fotovoltaico, di cui è stata dotata la canonica, passando per il solare termico per la rigenerazione del terreno. Data l’ampia superficie di 400 mq da riscaldare, il progettista ha optato per un impianto radiante a pavimento che assicurasse una distribuzione omogenea del calore, per il massimo comfort termico dei fedeli. La scelta è ricaduta sul sistema Tacker, con un interasse di posa delle tubazioni di 150 mm: grazie alla flessibilità di questo sistema la ditta installatrice ha potuto eseguire una posa rapida e priva di particolari problematiche. Nello specifico, sono stati impiegati tubi Rautherm S dimensione 20×2 mm, in polietilene reticolato a perossidi (PE-Xa) e conformi alla norma DIN 16892, che si avvalgono della tecnica di collegamento con manicotto autobloccante senza O-ring, per assicurare giunzioni a tenuta stagna permanente.

FASE DI TRIVELLAZIONE per posa delle sonde Raugeo PE-Xa da 120 m.
FASE DI TRIVELLAZIONE per posa delle sonde Raugeo PE-Xa da 120 m.

Sonde, collettori e tubazioni ad hoc

Dopo un’attenta valutazione geologica, l’Ing. Pavoni ha ritenuto opportuno alimentare il sistema radiante a pavimento attraverso un sistema geotermico, in combinazione con una pompa di calore. La progettazione del campo di geoscambio ha visto l’impiego di nove sonde Raugeo PE-Xa da 120 m e una da 60 m, oltre che di collettori geotermici Raugeo collect. Grazie all’elevata qualità del materiale PE-Xa, queste sonde, che godono di una garanzia di 10 anni, sono resistenti a tagli e incrinature, consentono un funzionamento più sicuro per via dell’assenza di collegamenti saldati nel terreno e sono in grado di resistere a temperature fino a 95 °C, una caratteristica fondamentale per la combinazione con sistemi di accumulo stagionale. Una particolarità importante di questo progetto, infatti, è stata la rigenerazione del terreno tramite un impianto solare termico, per cui, durante il periodo estivo, le sonde geotermiche vengono alimentate con l’energia solare per rinnovare termicamente il terreno sfruttato durante il periodo invernale. Per il collegamento all’impianto sono state impiegate le tubazioni pre-isolate Rauthermex, del diametro 32×3,7 mm per il collegamento tra le sonde e i collettori geotermici e 63×5,8 mm per il collegamento dei collettori alla centrale termica. Queste tubazioni, ideali per lo sfruttamento della geotermia, grazie alla composizione tubo interno-isolamento-rivestimento esterno sono note per offrire prestazioni idrauliche eccellenti e resistenza termica e meccanica elevate. A completamento dell’impianto è stata installata una pompa di calore geotermica che preleva il calore dal terreno, lo porta a un livello di temperatura superiore e lo convoglia al sistema di riscaldamento.

COLLEGAMENTO dei tubi Rauthermex tramite pozzetto collettore Raugeo midi.
COLLEGAMENTO dei tubi Rauthermex tramite pozzetto collettore Raugeo midi.

Costi ridotti al minimo

Per soddisfare le richieste della committenza in termini di autosufficienza energetica e per non impattare a livello estetico sulla chiesa, la canonica è stata dotata anche di un impianto fotovoltaico da 5,7 kW di picco, in grado di produrre 5400 kWh all’anno e di coprire, quindi, ampia parte dell’energia elettrica annuale necessaria al sistema di riscaldamento dell’edificio. Grazie a questa progettazione impiantistica, basata sull’impiego di diverse fonti di energia rinnovabile, l’edificio religioso è stato reso maggiormente indipendente dall’utilizzo di combustibili fossili e la Parrocchia Santa Maria del Rosario ha potuto registrare costi di manutenzione ridotti al minimo e costi di esercizio per il riscaldamento notevolmente inferiori rispetto al passato.

 

 

  •  Supporto tecnico Rehau: Emiliano De Martin, Consulente tecnico della Divisione idrotermosanitaria

 

Materiali installati

  • 400 mq sistema radiante a pavimento Rehau
  • 9 sonde Raugeo PE-Xa da 120 m
  • 1 sonda Raugeo PE-Xa da 60 m
  • tubi Rauthermex
  • collettori geotermici Raugeo collect
  • 1 pompa di calore geotermica
  • impianto fotovoltaico da 5,7 kWp

 

LA TECNICA di collegamento con manicotto autobloccante senza O-ring per giunzioni a tenuta stagna permanente.
LA TECNICA di collegamento con manicotto autobloccante senza O-ring per giunzioni a tenuta stagna permanente.

Il parere dell’installatore

“Il principale vantaggio di questo impianto è il risparmio energetico che è stato ottenuto, soprattutto grazie allo sfruttamento della geotermia. I fedeli che frequentano la chiesa, inoltre, hanno apprezzato il comfort termico offerto dal nuovo sistema installato, che è andato a sostituire una caldaia a gasolio che non riusciva a riscaldare adeguatamente l’ambiente. A distanza di anni dall’installazione, inoltre, la manutenzione si è ridotta al minimo: una volta impostati i parametri di funzionamento della pompa di calore (temperature di mandata, ritorno, pavimento, ecc. ), non è stato più necessario intervenire. La macchina lavora in totale autonomia”. (intervista a Giovanni Colmano, Termoedil di Colmano G&C). (articolo di Laura Turrini).

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