Impianti rinnovati per l’hotel di lusso

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di Manuela Corbetta
Il rifacimento degli impianti di un hotel a Trieste ha riguardato sia l’aspetto funzionale che l’adeguamento normativo, con dispositivi di ultima generazione ad alta efficienza energetica

Nel pieno centro di Trieste è stato inaugurato l’hotel DoubleTree by Hilton, dopo due anni di meticolosi restauri dell’elegante palazzo storico che occupa, risalente ai primi anni del ‘900. L’intervento ha contemplato la totale ristrutturazione edilizia e la riconversione della destinazione funzionale, passando da sede di compagnia di assicurazioni a struttura ricettiva. L’obbiettivo primario del progetto, complice il vincolo monumentale della Soprintendenza, è stato di salvaguardare i caratteri architettonici e le decorazioni originari dei piani terreno e primo, pur rivalutandoli con elementi di design contemporaneo e coniugandoli con il nuovo utilizzo dell’edificio.

La hall d’ingresso accoglie da subito con la sua raffinata sontuosità, sottolineata da coppie di colonne in marmo e dalla ricchezza armoniosa dei pavimenti in opus romano, che invitano ad addentrarsi nella zona lounge, sviluppata sotto una cupola in vetro trasparente e metallo realizzata ex novo. Si prosegue alla scoperta del primo piano, dove si trovano il bar, il ristorante e la storica libreria, aperti anche ai clienti esterni all’hotel. Le camere, distribuite ai tre piani superiori, si ispirano allo stile marittimo della città portuale e comprendono diverse tipologie, dalle standard di 23 m2 alla “presidential” suite di 80 m2.

L’ultimo livello è adibito a palestra e centro benessere, accuratamente isolati acusticamente rispetto al resto. I lavori di ristrutturazione hanno coinvolto tutti gli elementi costruttivi, comprese le particolari finiture parietali in mosaico, le boiserie, gli stucchi, le tappezzerie, gli arredi storici, e l’adeguamento della parte impiantistica. A livello di struttura portante, composta da cemento armato, acciaio, legno, materiali con diverso comportamento alle sollecitazioni, è stata affrontata la vulnerabilità sismica dell’edificio, intervenendo sui collegamenti tra solai e murature, sulla deformabilità degli impalcati in legno e della copertura, sulla resistenza delle murature in presenza di lesioni.

Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento

Il completo rifacimento degli impianti di questo edificio ha riguardato sia l’aspetto funzionale che l’adeguamento normativo, con dispositivi di ultima generazione ad alta efficienza energetica. Per quanto riguarda il riscaldamento e il raffrescamento, è stata prevista la tipologia “VRF”, nella versione a recupero di calore a 3 tubi, con il flusso di refrigerante (R410A) variabile, che risulta meno impattante visivamente e più performante energeticamente della soluzione tradizionale ad acqua a 4 tubi. Inoltre, con questo sistema, ogni locale può essere climatizzato in modo indipendente dall’altro, con la regolazione autonoma e/o centralizzata della temperatura, sia in estate che in inverno. Tale soluzione è molto vantaggiosa, in quanto richiede spazi ridotti, consente un notevole risparmio di energia ed una manutenzione semplificata.

Dal punto di vista architettonico, si è mantenuto intatto il pregio storico degli interni al piano terreno, del ristorante e delle sale riunioni al primo piano, sostituendo i termosifoni esistenti con nuove unità di climatizzazione, rese invisibili da appositi alloggiamenti o dagli arredi stessi. L’impianto è costituito da unità motocondensanti esterne, del tipo a recupero di calore e ad espansione diretta, con flusso refrigerante variabile, posizionate sulla porzione piana della copertura e mascherate da apposite barriere visive antirumore. Si sono preferite macchine di piccole dimensioni, distribuite in numero maggiore, in modo da parzializzare l’impianto complessivo e rispondere alla norma EN 378, relativa alla massima concentrazione di gas refrigerante in caso di rottura. Dalle unità esterne si dipartono le tre linee principali di distribuzione del liquido e del gas refrigerante, realizzate con tubazioni in rame lavato e complete di isolamento termico e anticondensa, di alimentazione dei distributori a recupero di calore, da cui partono a loro volta le linee indirizzate alle unità interne.

Nelle camere dell’hotel sono state installate nel controsoffitto unità del tipo canalizzato, con la mandata dell’aria in ambiente mediante una griglia in alluminio, ad alette orientabili, con apertura a cerniera e portafiltro. Il collegamento tra la bocca di mandata e la griglia è stato isolato termo-acusticamente, in modo da assorbire il rumore generato. Sempre del tipo canalizzato sono le unità interne della zona nuova del ristorante, con canalizzazioni di mandata e ripresa, e griglie lineari ad alta induzione collegate per mezzo di flessibili. Nella parte preesistente del ristorante, non potendo realizzare alcun controsoffitto, le unità sono a incasso con installazione a pavimento, inserite negli arredi come già accennato, con le tubazioni di alimentazione che corrono a soffitto del piano inferiore e fori nel solaio in corrispondenza degli elementi. Le canalizzazioni di distribuzione dell’aria sono di tipo preisolato, con trattamento interno antimicrobico e antibatterico a base di ioni d’argento, e con strati in alluminio e isolamento in schiuma poliuretanica. Sono canali di derivazione ospedaliera, per il massimo abbattimento della carica batterica causato da un eventuale deposito di polveri. Le unità interne sono dotate di pannello di controllo a parete che gestisce la velocità del ventilatore e della temperatura ambiente. Per bagni, servizi e Spa sono stati scelti sistemi di riscaldamento radiante elettrico, con installazione a pavimento e/o parete ed elementi in fibra di carbonio sostenuti da una rete in fibra di vetro.

L’impianto di ventilazione dell’hotel è ad aria primaria, con 4 unità autonome esterne poste sulla copertura, tipo roof top a pompa di calore, con il recupero termodinamico attivo sull’aria di espulsione e una distribuzione canalizzata dell’aria primaria e di estrazione di quella viziata. Il circuito di recupero a pompa di calore dei roof top utilizza l’aria viziata come sorgente termica, raggiungendo un’elevata efficienza energetica. L’aria primaria di ventilazione viene filtrata e trattata dai roof top, distribuita a bassa velocità con canalizzazioni coibentate e immessa negli ambienti, mentre l’aria esausta viene estratta da bagni e servizi mediante griglie e valvole di aspirazione, convogliata ai roof top, che provvedono al recupero del calore e alla sua successiva espulsione.

La ventilazione dei locali storici al primo piano risulta indipendente ed è costituita da unità interne VRF a recupero di calore, con scambiatore entalpico a flussi incrociati e batteria di post-trattamento aria a freon, collegate all’impianto di riscaldamento/raffrescamento a tre tubi sopra descritto. Questo ha consentito l’utilizzo di canalizzazioni di dimensioni ridotte e la parzializzazione della portata d’aria in funzione dell’affollamento e dell’effettiva presenza di persone negli ambienti. Come le tubazioni, anche le canalizzazioni passano lungo il soffitto del piano inferiore, con i richiami nei punti corrispondenti alle unità VRF.

La produzione ACS

La copertura dell’edificio ospita un generatore termico modulante a condensazione, composto da elementi termici autonomi, per la produzione dell’acqua calda sanitaria. Un sistema di regolazione armonizza il funzionamento complessivo, secondo il carico termico richiesto al generatore, che consente di lavorare nel punto di massimo rendimento dei moduli e di avere una scorta di potenza in caso di malfunzionamento di un elemento. Nel locale tecnico al piano interrato sono installati due produttori/accumulatori per ulteriore acqua calda sanitaria, con scambiatore di calore a piastre esterno, alimentato da un circuito idraulico proveniente dalla caldaia posta in copertura. Ad uso sanitario, è stata infine realizzata la predisposizione per la futura installazione di un impianto solare termico per preriscaldare l’acqua. Nello specifico del trattamento dell’acqua e della distribuzione dell’impianto idrico-sanitario, è stata collocata una centrale idrica al piano interrato, che comprende serbatoi di prima raccolta in polietilene, un gruppo di pressurizzazione dell’acqua ed un impianto di trattamento con filtro autopulente, addolcitore automatico e un complesso di dosaggio di polifosfati e prodotti antilegionella. Le tubazioni delle reti di distribuzione di acqua calda, fredda e del ricircolo sono in polietilene multistrato reticolato, per impianti sanitari, complete di isolamento termico. All’ingresso di ogni bagno è installato un gruppo di miscelazione e disinfezione termica, per regolare la temperatura dell’acqua in entrata con valvola termostatica e consentire la disinfezione termica.

 

Agire nel rispetto del vincolo architettonico

Ing. ANDREA RAGGINI, Laboratorio di impianti

«Intervenire con nuovi impianti in un edificio con vincolo architettonico comporta la massima attenzione a non interferire con i caratteri preesistenti per non comprometterne la conservazione, e garantire al contempo l’ottimo funzionamento e la performance energetica. In questo intervento sono state messe a punto procedure che semplificassero i lavori e tenessero conto della successiva manutenzione, per non creare impedimenti al funzionamento generale e non dover operare modifiche alla disposizione interna. La scelta di realizzare un impianto di riscaldamento e raffrescamento del tipo VRF ha consentito un impatto meno invasivo sia a livello funzionale che visivo. Le dimensioni ridotte delle tubazioni di distribuzione e delle unità interne ne hanno favorito l’incasso a pavimento e l’inserimento direttamente negli arredi, che nei locali sottoposti a vincolo è risultato vincente per la salvaguardia degli elementi di valore storico. Le stesse unità esterne sono state posizionate in copertura e mascherate da pannelli isolanti lungo il perimetro, per non interferire con l’ambiente circostante».

SCHEDA LAVORI

Progetto: Riqualificazione del “Palazzo ex RAS” per nuovo Hilton DoubleTree Hotel

Luogo: Piazza della Repubblica 1, Trieste

Proprietà/committenza: Allianz Spa Impresa gc: Carron Cav. Angelo Spa

Project management: ARCADIS Italia

Progettisti:

Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo architettonico: Caberlon Caroppi
Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo strutture: F&M Ingegneria Spa
Progetto di miglioramento sismico: F&M Ingegneria Spa
Direzione lavori: ing. Tommaso Tassi F&M Ingegneria Spa

Fornitore impianto: Impresa Carron

Installatore impianto: Pederzani impianti

Materiali installati: sistema di riscaldamento e raffrescamento: Samsung sistema di Trattamento aria Clivet Caldaie Unical sistema di canalizzazioni antibatteriche Mp3 sistema di riscaldamento radiante a pavimento nei servizi Thermoeasy sistema di gestione camere VDA

 

 

PHOTO CREDITS Roberto Pastrovicchio, Zadnik (cantiere)

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