“Pioggia di incentivi” per la riqualificazione

Ristrutturazioni edili e dotazioni impiantistiche non sono “spese”, ma investimenti: le detrazioni fiscali, infatti, spaziano dal 50 al 75% e un altro importante strumento per riqualificare è rappresentato dal conto termico.

Gli incentivi per l’efficienza energetica provano da quest’anno a innescare la cosiddetta deep renovation: interventi di riqualificazione più imponenti che vadano a ridurre in maniera sostanziale i consumi di quella parte di patrimonio edilizio ormai datata, costituita da condomini edificati prima del 1976, anno di entrata in vigore della prima legge sull’efficienza. Parliamo di circa due terzi degli edifici residenziali esistenti. Gli strumenti principali sono due e si applicano sia alle ristrutturazioni edili che alla dotazione impiantistica: le detrazioni fiscali, con aliquote che spaziano dal 50 al 75%, e il Conto Termico. Va sottolineato il grosso potenziale di questo secondo strumento, che per i privati significa essenzialmente un contributo a fondo perduto per l’installazione di sistemi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Un potenziale tuttavia ancora inespresso, stando ai dati forniti dal GSE. L’Enea si è prodotta negli ultimi mesi in uno sforzo di informazione e coinvolgimento degli stakeholder come dimostra il tour “Efficienza energetica on the road”, che ha previsto un ciclo di iniziative in 10 città italiane, conclusosi lo scorso 13 marzo a Roma.

Un mondo di opportunità

«In questo momento ci sono delle opportunità uniche – ha spiegato Domenico Prisinzano, del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA -. Dal 2017, particolare attenzione è stata posta agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali per i quali ci sono condizioni molto favorevoli, con aliquote che possono arrivare al 75% delle spese sostenute. Se poi contemporaneamente agli interventi di efficienza energetica si eseguono anche interventi di riduzione del rischio sismico, l’aliquota della detrazione arriva fino all’85%».

Parliamo fondamentalmente di interventi di coibentazione dell’involucro (il cosiddetto “cappotto” obbligatorio per chi rinnova e facoltativo per l’esistente). Limitandoci agli interventi per l’efficienza, le aliquote più vantaggiose sono due: 70% in presenza di un intervento che interessi più del 25% della superficie disperdente; 75% se, oltre a coprire più di un quarto della superficie, gli interventi consentono di portare in qualità media il comportamento dell’involucro (quindi, al netto del rendimento degli impianti presenti) sia per la prestazione invernale che per quella estiva. Anche gli interventi su infissi e schermature solari possono godere delle stesse aliquote se fatti contestualmente a quelli per le parti condominiali comuni.

«Per la parte impiantistica – aggiunge Prisinzano – le detrazioni variano tra il 50 e il 65%. Parliamo fondamentalmente di impianti di climatizzazione invernale. Ad esempio, la sostituzione degli impianti esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione fino a 60 kw di potenza e con standard di efficienza pari a quelli necessari per accedere alla classe A, la detrazione è al 50%. Se però la stessa caldaia viene installata contemporaneamente a dispositivi evoluti di termoregolazione, intervento tipico per gli edifici monofamiliari, allora la detrazione può arrivare al 65%. Aliquota al 65% anche per le pompe di calore. 50% invece per le caldaie a biomassa».

Da quest’anno, tra gli interventi ammessi alla detrazione c’è anche l’installazione dei microgeneratori.

Tutti i vantaggi del Conto Termico

Accennavamo al potenziale del Conto Termico. Si tratta indubbiamente di uno strumento “maneggevole” che, grazie alla cessione del credito, consente di avere in maniera praticamente immediata uno sconto sull’installazione di uno specifico impianto. Il Conto Termico può arrivare a rimborsare fino al 65% del costo dell’investimento. Se l’incentivo riconosciuto è inferiore o pari a 5000 Euro, l’importo viene erogato in una unica soluzione. Per importi superiori, l’erogazione avviene a rate: «Facciamo l’esempio – spiega Natascia Falcucci, Unità di supporto Efficientamento energetico GSE – di un generatore a biomassa particolarmente grande. Se l’incentivo riconosciuto è di 15.000 Euro verrà erogato al massimo in 5 anni con rate di pari importo. Dipende, quindi dalla taglia degli impianti. Possono essere anche impianti condominiali. Sono ammesse tecnologie fino a 2000 kW di potenza».

Gli impianti ammessi all’incentivo sono le pompe di calore, i generatori a biomassa, i collettori solari termici, i boiler a pompa di calore e i sistemi ibridi (sistemi che fanno lavorare in maniera complementare una caldaia a condensazione e una pompa di calore). Ogni anno sono destinati al Conto Termico 900 milioni di euro: ben 700 per interventi realizzati da privati; 200 per interventi delle Pubbliche Amministrazioni (per le quali il conto termico si applica anche alle spese sostenute per, ad esempio, miglioramento dell’isolamento termico o sostituzione dei sistemi di illuminazione). Dall’avvio del meccanismo, partito nel 2013 ma modificato e ampliato nel 2016 (il cosiddetto Conto Termico 2.0), fino agli inizi del marzo 2018, risultano ammesse circa 78.000 richieste, per un totale di grossomodo 262 milioni di incentivi impegnati. 186 milioni sono afferenti a interventi effettuati da privati, 76 a quelli realizzati dalle PA. Come si evince, lo strumento è ancora poco conosciuto e ampiamente sottoutilizzato.

IMPIANTI AMMESSI AL CONTO TERMICO
• pompe di calore
• generatori a biomassa
• collettori solari termici
• boiler a pompa di calore
• sistemi ibridi

Domenico Prisinzano,
ENEA.
Possibili novità in arrivo?
«È previsto un nuovo decreto interministeriale. Probabilmente anche gli impianti potranno usufruire di un’aliquota al 70% solo nel caso di interventi fatti contemporaneamente alla ristrutturazione delle parti condominiali comuni».

 

Natascia Falcucci, GSE.
Conto Termico, efficace e “per tutti”
«Pur essendo un po’ “cannibalizzato” dalle detrazioni, in certe condizioni il Conto Termico è sicuramente vantaggioso si può ottenere immediatamente uno sconto, cedendo l’incentivo al produttore dell’impianto e inoltre possono accedere tutti, anche coloro che per ragioni fiscali non possono usufruire delle detrazioni».

 

Emanuele Piccinno, Isinnova.
Il progetto “Condominio In Classe A”

Per il nostro Paese il percorso per la riduzione dei consumi è ancora molto sfidante. Basti pensare che la Strategia Energetica Nazionale approvata nel 2017 punta a ridurre nel 2030 i consumi attuali di 10 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). L’informazione e la conoscenza approfondita degli strumenti a disposizione divengono dunque strumenti essenziali. Una conferma arriva dai risultati della ricerca presentata all’evento romano dell’Enea da Emanuele Piccinno di Isinnova. Si tratta del progetto pilota denominato #CondominioInClasseA.

«Siamo andati a sondare il grado di conoscenza e consapevolezza degli amministratori di condominio». Questa prima analisi ha riguardato l’area di Parma e si è basata su di un questionario per verificarne il grado di conoscenza degli incentivi e capire le esigenze degli amministratori. Ne emerge che gli incentivi sono noti ai più, ma si registra una difficoltà a reperire informazioni chiare su come richiederli.

«Il 93% degli intervistati vorrebbero avere un supporto da parte di Enea o dai Comuni per istruire le pratiche: uno sportello per risolvere i dubbi. La maggior parte degli amministratori chiede poi una descrizione più chiara dei provvedimenti di legge e del tipo di lavori soggetti ad incentivi». Gli amministratori sentono di non padroneggiare la materia al punto tale da poter poi trasmettere, in maniera semplice e schematica, le informazioni ai condòmini.

«L’informazione deve essere il più chiara possibile, senza troppi margini di interpretazione. A tal fine, sarebbe auspicabile mettere a punto una strategia unica, un unico vademecum che possa aiutare l’amministratore».

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