DOCUMENTAZIONE

Caldaie e nuovo libretto, il trattamento acque

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clear water

Continuiamo l’analisi iniziata con l’articolo “L’installazione della caldaia e il nuovo libretto d’impianto” (GT n 1, gennaio 2015, pag 39), affrontando nel presente servizio la compilazione della pagina del nuovo libretto dedicata al trattamento acque, di competenza ovviamente dell’installatore.

Il codice catasto

Come già anticipato nel precedente articolo, per quanto riguarda il codice catasto (o targa impianto, dipende dalle Regioni), tale informazione va compilata sono nella condizione che sia già attivo il nuovo catasto telematico degli impianti termici, quindi se si è già in possesso della corretta numerazione da indicare.

Il contenuto complessivo d’acqua

Al punto 2.1 si richiede di inserire il contenuto complessivo di acqua dell’impianto. Questa informazione la si può ricavare svuotando interamente l’impianto e misurando il contenuto di acqua con un contalitri. Tale misura deve essere indicata in m3 (considerate che 1 m3 equivale a 1000 litri). Se svuotando l’impianto misurate 350 litri di acqua, il numero da indicare sarà 0,35 m3 (in pratica basta dividere per 1000 il contenuto misurato in litri).

La durezza dell’acqua

Al punto 2.2, viene richiesta la durezza dell’acqua: si intende quella in ingresso, quindi dell’acquedotto. Il modo più semplice e veloce per effettuare questa misura è utilizzare il kit predisposto che si trova tranquillamente in commercio, costituito da un liquido reagente e un piccolo contenitore in plastica con delle tacche di riferimento.

Basterà riempire il contenitore dell’acqua da analizzare, fino alla tacca di riferimento prescelta, e versare all’interno il liquido reagente (goccia per goccia), fino al cambiamento di colore del liquido (normalmente da rosso a verde). Il numero di gocce conteggiate rappresenta il numero di gradi francesi di durezza dell’acqua. Il kit prevede due procedure, se lavorate su 5 ml di acqua (1a tacca), una goccia corrisponde ad un grado francese, invece se lavorate su 10 ml di acqua, ogni goccia vale ½ grado francese. La seconda metodologia risulta pertanto più precisa ma vi farà consumare più liquido e sarà leggermente più lenta.

Il sistema di trattamento dell’acqua

Il punto 2.3 richiede di inserire le informazioni relative al trattamento dell’acqua dell’impianto di climatizzazione (ossia riscaldamento). Difficilmente sarà possibile mettere una croce sul termine “assente”, trattandosi di una nuova installazione, pertanto passiamo ai punti successivi.

Metterete la croce su “filtrazione” (praticamente sempre obbligatoria), indicherete la presenza di un eventuale addolcitore (nel caso in cui sia previsto dal DPR 59/09 oppure esplicitamente richiesto dal produttore della caldaia) e il condizionante chimico (che per l’impianto di riscaldamento coincide con quello che comunemente chiamiamo “filmante”. Esiste anche la possibilità di indicare la presenza o meno del fluido di protezione dal gelo (etilenico o propilenico) con relativa percentuale (%) e pH (rilevabile con una cartina tornasole o con un pH-metro).

Il punto 2.4 è simile al 2.3, ma riferito all’acqua calda sanitaria; l’unica cosa che cambia rispetto alla situazione precedente è il condizionamento chimico (anticorrosivo e antincrostante), che in questo caso sarà eventualmente il dosatore di polifosfati.

Per l’installazione di una caldaia residenziale per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria vi basterà compilare solamente questa prima parte del documento, in quanto il punto 2.5 è relativo agli impianti ad acqua refrigerata e il punto 2.6 riguarda invece le torri evaporative.

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Obbligatorietà del sistema di trattamento acqua

Tutto sommato la compilazione di questa sezione, per una caldaia residenziale, è abbastanza rapida e semplice, vi dovrete solo ricordare la legislazione in vigore in termini di obbligatorietà del sistema di trattamento acqua riassunti in sintesi di seguito.

Per tutti i tipi di impianto di RISCALDAMENTO:

– IL filtro e il condizionamento chimico è sempre obbligatorio;

– sotto i 100 kW l’addolcimento è opzionale;

– sopra i 100 kW l’addolcimento diventa obbligatorio sopra i 25 °f!

– l’acqua va riportata almeno sotto i 15 °f (l’ottimale, anche se non scritto da una normativa, è attorno ai 7-8 °f)

Per gli impianti di produzione di  ACS:

– sempre il filtro di protezione!

– sotto i 15 °f di durezza è obbligatorio solo il trattamento anticorrosivo e anti incrostante;

– tra i 15°f e i 25°f è obbligatorio il trattamento anticorrosivo e anti incrostante

– l’addolcimento diventa obbligatorio solo per potenze superiori a 100 kW!

– Oltre i 25 °f, a prescindere dalla potenza, è necessario l’addolcitore, il trattamento anticorrosivo e anti incrostante.

Informare il cliente è una responsabilità che un professionista deve sentire interiormente, pertanto non siate prevenuti nel proporvi…

 

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