Microirrigazione

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TERMINALI derivati dalle linee di un impianto di microirrigazione.
TERMINALI derivati dalle linee di un impianto di microirrigazione.

Con “microirrigazione” si indica un sistema irriguo caratterizzato da basse portate, basse pressioni e, nella maggior parte dei casi, da una forte localizzazione degli adacquamenti in corrispondenza delle radici delle piante. Esso è in genere costituito da una testata di comando/ controllo, normalmente costituita dalle apparecchiature che regolano il funzionamento dell’impianto (filtrazione dell’acqua, eventuale aggiunta di sostanze fertilizzanti, misura delle portate, ecc.) e scandiscono i tempi necessari per gli adacquamenti. La condotta principale alimenta più condotte secondarie dislocate una per ogni settore irriguo, ciascuna delle quali alimenta diverse ali erogatrici su cui sono inserite gli apparecchi erogatori. In corrispondenza delle connessioni tra le condotte secondarie e le ali erogatrici possono essere installati dei filtri per un’ulteriore depurazione dell’acqua. Le ali erogatrici, dette anche “ali gocciolanti”, sono costituite da tubazioni di polietilene di diametro variabile tra 16 e 25 mm, nelle quali sono installati gli apparecchi erogatori che possono essere di vario tipo, a seconda del regime di passaggio dell’acqua, e avere sezioni anche molto piccole (1-3 mm); oppure, possono essere praticati dei fori di piccolo diametro nella parete dei tubi stessi.
I sistemi di microirrigazione si prestano assai bene per l’irrigazione di coltivazioni quali i frutteti. Abbinando i gocciolatori a dei tubicini di derivazione dalla linea, il metodo trova largo impiego anche in floricoltura in vaso all’interno di serre o all’aperto e, nelle versioni bricolage, nell’irrigazione di fioriere e terrazzi.

Vittorio Pesce

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