Norma UNI 11554, occasione per crescere

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Maggiori opportunità lavorative rispetto ai concorrenti, riconoscimento sul mercato italiano ed europeo ma, soprattutto, un’importante attestazione del livello di affidabilità del lavoro ai fini della sicurezza di persone, cose e animali: sono questi i principali vantaggi della certificazione norma UNI 11554.

Una certificazione volontaria – non esiste alcun obbligo ed è fondamentale ricordarlo, come sottolinea Cesare Speroni, vice presidente dell’associazione Casa di Evo – che rappresenta “un notevole salto di qualità” per la crescita professionale degli operatori coinvolti. Di seguito vengono riportati gli aspetti principali della norma, individuate le figure professionali a cui si rivolge e le loro responsabilità.

Cos’è la certificazione professionale Norma UNI 11554?

“La certificazione professionale nell’ambito del settore impiantistico post contatore gas – spiega Speroni – ha preso vita dalla pubblicazione della legge n°4 del 14 gennaio 2013 che tratta le “professioni non organizzate in ordini e collegi”. In questo contesto UNI e CIG hanno pubblicato la norma UNI 11554, che tratta le attività professionali non regolamentate – ovvero delle figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione – e stabilisce quali siano i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che devono avere gli operatori stessi.

In relazione a questa norma, UNI e CIG hanno pubblicato inoltre la Prassi di Riferimento n°11, che fornisce in modo puntuale una serie di indicazioni di carattere applicativo degli elementi comuni ai fini della trasparenza e dell’uniformità dei processi di certificazione volontaria. Questi ultimi sono gestiti dagli organismi di certificazione, accreditati da Accredia per la certificazione del personale secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024”.

A chi si rivolge la certificazione?

“La certificazione, che ribadiamo essere volontaria – continua Speroni –, si rivolge a tre diverse figure professionali: Responsabile Tecnico (profilo A), Installatore (profilo B), Manutentore (profilo C).

A) Il responsabile tecnico ha il compito di pianificare i lavori per la realizzazione degli impianti e coordinare le attività di installazione e/o manutenzione, le operazioni di collaudo e verifica degli impianti.

B) L’installatore deve gestire tutte le operazioni di installazione, messa in funzione degli apparecchi di utilizzazione, ampliamento o modifica degli impianti e predisporre la documentazione relativa.

c) Il manutentore ha il compito di garantire le operazioni di controllo e manutenzione ordinaria degli apparecchi di utilizzazione e, in caso di guasti, la loro riparazione, aggiornando eventualmente la documentazione relativa.

In funzione alla portata termica degli apparecchi di utilizzazione asserviti, la certificazione identifica, per ognuno dei profili, due livelli:

1° livello: impianti al servizio di edifici adibiti a uso civile per l’utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia, a valle del punto di inizio, asserviti ad apparecchi aventi portata termica nominale singola >35 kW o complessiva >35 kW se installati in batteria, alimentati a una pressione ≤ di 0,5 bar.

2° livello: impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia, a valle del punto di inizio, asserviti ad apparecchi aventi portata termica nominale singola ≤ di 35 kW. Tenendo presente che il 1° livello comprende anche il 2°.

La norma UNI 11554, quindi, definisce in modo preciso e puntuale i requisiti di conoscenza, abilità e competenza, afferenti all’attività professionale di chi opera sugli impianti di adduzione gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione, ovvero coloro che:

  • progettano, installano, rimuovono, ispezionano, sottopongono a collaudo, prova o verifica, mettono in servizio e mantengono in stato di sicuro funzionamento gli impianti di adduzione gas.
  • scelgono, installano, rimuovono, sottopongono a prova o verifica, mettono in servizio e manutengono e degli apparecchi utilizzatori a gas e loro componenti”.
Quali sono le responsabilità delle figure professionali coinvolte?

“Le responsabilità – afferma Speroni – sono quelle ormai note sin dal 6 dicembre 1971, quindi da circa 47 anni, quando è stata pubblicata la Legge n° 1083 relativa alle “Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile”, di cui è importante ricordare il comma 1 – “Tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico e usi similari devono essere realizzati secondo le regole specifiche della buona tecnica, per la salvaguardia della sicurezza” – e il comma 3: “I materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico e l’odorizzazione del gas, di cui ai precedenti articoli, realizzati secondo le norme specifiche per la sicurezza pubblicate dall’Ente nazionale di unificazione (UNI) in tabelle con la denominazione UNI-CIG, si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la sicurezza”. È quindi chiaro quali siano le responsabilità dei professionisti in questo ambito”.

I vantaggi dell'abilitazione
Cesare Speroni, Associazione Casa di Evo

«Anche se la certificazione, sia essa volontaria o obbligatoria, a volte è vissuta nel nostro ambito come una spada di Damocle anziché come un’opportunità di crescita, ma in realtà riveste particolare importanza perché, se da un lato definisce in modo preciso e oggettivo importanti requisiti relativi alle figure professionali che operano su impianti di adduzione gas, che come tali hanno un ruolo fondamentale a fini della sicurezza di persone, cose e animali, dall’altro favorisce il riconoscimento delle qualifiche in materia di istruzione, formazione e delle relative attestazioni di conformità in ambito europeo “EQF – Quadro europeo delle qualifiche”. Proprio per questo motivo le associazioni di cui faccio parte e con cui collaboro ritengono molto importante, e stanno operando in questo senso, che gli associati si certifichino secondo la norma UNI 11554 anche se questa ha un carattere volontario e non obbligatorio, considerandolo un notevole salto di qualità per la crescita professionale».

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