ARERA, i numeri dei servizi pubblici relativi a gas e acqua per il 2021

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gas e acquaARERA ha pubblicato i due volumi della Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’attività svolta nel 2021 dall’Autorità. Gli elementi contenuti nei due volumi riguardano l’anno solare 2021, un anno segnato inizialmente dalla ripresa post pandemia, poi dai provvedimenti del Governo e dall’invasione russa dell’Ucraina.

È stata pubblicata la Relazione Annuale ARERA per l’anno 2021, due volumi all’interno dei quali l’Autorità analizza i dati relativi a elettricità, gas, acqua, rifiuti. Sintetizziamo di seguito quelli che sono i dati più significativi relativamente al segmento gas e acqua.

Gas, ripresa globale dei consumi oltre i livelli pre-covid. Cresce l’import in Europa

Il 2021 ha visto un’importante ripresa dei consumi di gas a livello globale (+4,5%), con livelli superiori a quelli pre-Covid e giunti oltre la soglia dei 4.000 miliardi di m3 . L’aumento della domanda è conseguenza, soprattutto nel primo semestre, della ripresa dei consumi dell’industria e della produzione elettrica, nonché delle condizioni metereologiche che hanno determinato un maggior fabbisogno per riscaldamento. Nell’Unione Europea, dopo la diminuzione di quasi il 3% nel 2020, la domanda è cresciuta di 17 miliardi di m3 , per un rialzo del 4,3%, segnando il livello di consumo più elevato dal 2011 (412 miliardi di m3).

Per quanto riguarda l’offerta, nel 2021 la produzione mondiale di gas è aumentata del 4,5%, crescendo in tutte le aree considerate tranne che in Europa (-3,3%) e nell’Unione Europea in particolare (-9,1%). L’Unione Europea, a seguito del forte rimbalzo dei consumi, ha fatto registrare un aumento delle importazioni del 3%, passando da 326,7 a 337,5 miliardi di m3.

Prezzi in aumento sui mercati

Il 2021 ha conosciuto uno straordinario rialzo dei prezzi europei e asiatici. In Europa, i record storici delle quotazioni spot e a breve termine sono stati ripetutamente infranti negli ultimi mesi del 2021. In seguito, verranno ulteriormente superati, dopo il 24 febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Nel 2021 consumi di gas a +8,1%

Nel 2021 il consumo netto di gas naturale in Italia è aumentato di 5,6 miliardi di metri cubi, attestandosi a 74,1 miliardi di metri cubi (+8,1% rispetto al calo record del 2020). I consumi del settore industriale sono cresciuti del 9,7% e quelli della generazione termoelettrica del 5,8%. ‘Commercio e servizi’, il settore che più aveva sofferto per le restrizioni effettuate durante la pandemia, è tornato ai livelli del 2019, segnando un +6,3%. Altrettanto è accaduto per i consumi di gas legati ai trasporti, che sono tornati sui livelli pre-Covid, anche nel settore domestico i consumi aumentano del 10,9%.

Produzione nazionale al minimo storico

Nel 2021 minimo storico anche per la produzione nazionale, crollata del -16,7% rispetto al 2020, che già aveva subito una pari riduzione. Sono stati complessivamente estratti 3,3 miliardi di metri cubi di gas naturale: 1,87 miliardi dal mare e 1,6 dai campisituati in terraferma. Il grado di dipendenza dell’Italia dalle forniture estere è salito al 93,5% (dal 92,8% del 2020.).

Oltre il 63% delle famiglie nel mercato libero

Nel 2021 la quota delle famiglie che hanno acquistato il gas nel servizio di tutela è scesa 36,8%; nel 2020 era risultata pari al 39,6%. Il numero di clienti che ha cambiato fornitore nell’anno solare 2021 è stato di circa 2,8 milioni, con una percentuale di switching risultata complessivamente pari all’11,6% (dal 10,1% del 2020) e corrispondente a una porzione di volumi del 13,4% (era 13,2% nel 2020).

I cambiamenti di fornitore dei consumatori domestici nel 2021 si sono ampliati di un punto percentuale, confermando e anzi accrescendo la già significativa vivacità registrata dal 2018, dopo un certo numero di anni nei quali si era un po’ attenuata.

Consumatori domestici, prezzi del gas sopra la media UE per tutte le fasce di consumo; per i clienti industriali prezzi lordi più bassi

Anche nel 2021 i prezzi del gas naturale per i consumatori domestici italiani, comprensivi di oneri e imposte, sono stati più alti della media dei prezzi dell’Area euro per tutte le classi di consumo.

Nel 2021 i prezzi italiani del gas per i clienti industriali sono risultati inferiori a quelli dell’Area euro in tutte le classi eccetto che nella prima (consumi inferiori a 26.000 m3 /anno), dove continuano a essere quelli più alti, con differenziali positivi pari al +13% a fronte di un +14% nel 2020.

Servizio idrico acqua: attivati 15,6 miliardi di investimenti

Con riferimento al terzo periodo regolatorio, i programmi degli interventi trasmessi all’Autorità portano a quantificare, per il quadriennio 2020-2023, una spesa per investimenti da finanziare attraverso tariffa, in termini pro capite, pari a circa 200 €/abitante a livello nazionale, con valori più elevati al Centro, pari a 278 €/abitante.

Considerando anche le previsioni in ordine alla disponibilità di finanziamenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture idriche, gli investimenti programmati per il quadriennio 2020-2023 risultano, in termini pro capite, pari a 263 €/abitante a livello nazionale (corrispondenti a una spesa annuale per investimenti di 65,8 euro/abitante).

Estendendo l’analisi sulla base della popolazione residente nel Paese, la spesa per investimenti, in termini assoluti, inclusa la disponibilità di fondi pubblici, ammonta a 15,6 miliardi di euro per il quadriennio. Da considerare che il fabbisogno qui rappresentato non tiene ancora conto del potenziale impulso che potrebbe derivare dalle politiche di pianificazione e di sostegno agli investimenti infrastrutturali nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Le verifiche compiute con riferimento ai costi delle immobilizzazioni computati in tariffa hanno confermato i generali miglioramenti nella capacità di realizzazione degli investimenti programmati, già evidenziati nella passata edizione della Relazione annuale. Il tasso di realizzazione è risultato infatti il 97% per il 2018 e il 94,5% per il 2019.

Acqua: 322 €/anno la spesa media per la famiglia tipo di 3 persone. Migliorano le perdite acquedotti al 40,7% e le interruzioni (-31%)

Con riferimento ad un campione di 93 gestioni (che erogano il servizio a circa 39 milioni di abitanti), si rileva che, per l’annualità 2021, la spesa media annua sostenuta da un’utenza domestica residente tipo (famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m3), ammonta a 322 euro/anno a livello nazionale, con un valore più contenuto nel Nord-Ovest (239 euro/anno) e più elevato nel Centro (397 euro/anno), area quest’ultima in cui i soggetti competenti hanno programmato, per il periodo 2020-2023, una maggiore spesa pro capite per investimenti da finanziare attraverso tariffa.

Considerando le diverse voci che compongono la bolletta degli utenti domestici, per consumi annui di 150 m3 , il 39,5% circa della spesa è imputabile al servizio di acquedotto, per il quale si spendono a livello nazionale 127,3 euro/anno. La spesa media nazionale per i servizi di fognatura e depurazione ammonta, rispettivamente, a 41,7 euro/anno (12,9% del totale) e a 95 euro/anno (29,5%). Inoltre la quota fissa pesa il 9% e altrettanto pesano le imposte (9%).

In linea generale, dall’analisi dei dati emerge un avanzamento nel processo di miglioramento complessivo per gli indicatori di qualità tecnica individuati dall’Autorità e una lieve ma stabile crescita del numero di gestori per i quali viene svolta periodicamente dagli Enti di governo dell’ambito la ricognizione dei dati infrastrutturali e di qualità, anche con riferimento alle gestioni localizzate nell’area geografica del Sud e delle Isole.

Più nello specifico, dalla ricognizione dello stato delle infrastrutture sulla base degli ultimi dati tecnici disponibili (riferiti al 2021), è emerso, a livello nazionale: un valore delle perdite idriche lineari mediamente pari a 17,2 mc/km/gg, nonché un valore medio delle perdite idriche percentuali pari al 40,7% (era il 41,2% nel 2019). Si rilevano valori di perdite più contenuti al Nord e valori medi più elevati al Centro e nel Sud e Isole, dove poco meno della metà della risorsa idrica immessa nei sistemi di acquedotto viene dispersa.

Per quanto riguarda le Interruzioni del servizio (la cui attivazione ai fini dell’applicazione del meccanismo di incentivazione è prevista a partire dall’anno 2020), il valore è fortemente condizionato da situazioni critiche a livello territoriale (specie nel Sud e Isole). In particolare, si osservano numeri bassi nel Nord Ovest (0,71 ore/anno) e nel Nord Est (0,64 ore/anno), superiori nel Centro (6,92 ore/anno) e più elevati nel Sud e Isole13 (171,41 ore/anno); i dati più critici sono riferibili a gestioni collocate nelle regioni Abruzzo e Sicilia.

Risorse destinate a interventi di miglioramento

Rispetto ai dati precedenti, è stata comunque registrata una riduzione media delle interruzioni pari al 31%. Complessivamente le risorse destinate agli interventi per il miglioramento delle perdite costituiscono circa il 22% del fabbisogno totale del campione per il quadriennio 2020- 2023, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nel biennio 2018-2019.

Seguono gli investimenti per il miglioramento della qualità dell’acqua depurata e per l’adeguamento del sistema fognario, (in particolare nell’ottica di minimizzare gli allagamenti e sversamenti da fognatura), che si attestano rispettivamente al 18,1% ed al 13,9%, mentre diminuisce lievemente l’incidenza del peso degli interventi per ridurre le interruzioni idriche, che arriva al 13,5% del fabbisogno totale.

Si conferma ancora l’esistenza, nel Paese, di un water service divide, con valori dei parametri tecnici che tendono generalmente a rappresentare situazioni di maggiore criticità in corrispondenza dell’area Sud e Isole.

Leggi la sintesi della Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’attività svolta nel 2021 da ARERA