Espulsione fumi: quando è lesione del decoro architettonico?

espulsione fumiAi fini della tutela del decoro architettonico dell’edificio condominiale, non occorre che il fabbricato abbia un particolare pregio artistico, né rileva che tale fisionomia sia stata già gravemente ed evidentemente compromessa da precedenti interventi sull’immobile”.

Tale principio è stato espresso recentemente dalla Corte di Cassazione (sent. n. 14598/2021), in una vicenda in cui Tizia ha impugnato la sentenza emessa in secondo grado che, confermando la pronuncia emessa dal Tribunale, condannava la stessa alla rimozione della canna fumaria installata in quanto lesiva del decoro architettonico.

La ricorrente si opponeva a quanto deciso dal giudice in quanto aveva reputato la canna fumaria lesiva del decoro architettonico senza valutare l’intera situazione del fabbricato, difatti lo stesso, a detta di Tizia, oltre a essere vetusto e poco curato, risultava già alterato da precedenti interventi.

La Corte di Cassazione, richiamando i principi già espressi sul punto, ha affermato che l’utilizzo delle parti comuni per l’installazione di impianti destinati a servizio esclusivo di un’unità immobiliare di proprietà individuale, pur essendo un’attività consentita, richiede il rispetto di alcuni limiti, uno dei quali è il decoro architettonico. Tale lesione si verifica nel momento in cui la nuova opera incide negativamente sull’insieme armonico dell’intero stabile e questo, come espresso nel principio sopra richiamato, a prescindere dal pregio che possa avere l’edificio. Alla luce di ciò la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Tizia.

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