Galleria dell’Accademia di Firenze, al via i lavori per sostituire l’U.T.A.

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L’intervento riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti di climatizzazione in essere, e la realizzazione ex novo di interventi di manutenzione straordinaria degli impianti di climatizzazione in essere, nonché di tre nuovi impianti a servizio degli ambienti museali attualmente sprovvisti, ossia le sale cosiddette del Colosso, del Duecento e del Trecento e la Gipsoteca Bartolini.

Cecile Hollberg
La Galleria dietro le quinte
Cecilie Hollberg,  direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, per intenderci dove si trova il David  di Michelangelo, ha annunciato nella newsletter “La Galleria dietro le quinte” l’allestimento  del cantiere  per la sostituzione dell’impianto di areazione.
“Oggi vi presentiamo le attività di manutenzione e conservazione ordinaria delle opere, i controlli del sistema di climatizzazione, vuol dire della temperatura e umidità degli ambienti e il cantiere per l’ammodernamento dell’impianto di areazione. Quest’ultimo è indispensabile per il benessere delle persone e la tutela del patrimonio culturale. Seguiteci e scoprirete quanta bellezza, fantasia e varietà Vi offre la Galleria dell‘Accademia di Firenze”.

L’allestimento del cantiere e l’avvio dei lavori
Il 9 marzo la Galleria dell’Accademia ha aperto un importante cantiere finalizzato alla sostituzione dell’impianto di areazione della Tribuna del David e della Galleria dei Prigioni. La sostituzione del vecchio impianto, attivo dalla fine degli anni ’70 del ‘900, è il primo fondamentale passo del grande progetto di rifacimento e ampliamento degli impianti di climatizzazione del Museo. Il nuovo impianto, oltre ad aumentare l’areazione che si presentava scarsa da decenni, consentirà di ottenere efficienza e risparmio energetico, ma soprattutto permetterà di regolare la portata d’aria per garantire alle opere d’arte esposte il microclima ideale per la conservazione. Il cantiere è stato allestito nel cortile che separa la Galleria dall’Accademia di Belle Arti e sul quale si affaccia il bookshop.

Conservazione preventiva: il controllo microclimatico
La Conservazione preventiva è il coerente e programmato piano di attività dirette e indirette volte a rallentare l’invecchiamento e gli effetti del degrado, causati dal tempo e dall’usura, sui materiali dei beni culturali.
Oggi, costretti a lavorare da casa, la conservazione preventiva  è perseguita attraverso il monitoraggio microclimatico e ambientale da remoto.
Nella Galleria dell’Accademia il controllo dei principali parametri ambientali, Temperatura ed Umidità relativa, si attua attraverso una rete di 40 stazioni di rilevamento, dislocate negli ambienti espositivi e all’interno delle vetrine che conservano le opere. Il controllo dell’ambiente passa anche attraverso la qualità dell’aria e 4 sensori di CO2 aiutano a valutare possibili soluzioni per il benessere del personale di servizio e dei visitatori.
I dati delle misurazioni si leggono, anche da remoto, da un sito internet dedicato. La cabina di regia è quindi sempre attiva, anche con il restauratore in smart working.

Seguendo la lettura dei dati rilevati, l’addetto alla vigilanza, l’assistente tecnico ed il corpo di guardia, sempre presenti in museo, con i controlli visivi e le segnalazioni tecniche, tempestivamente riportate, intervengono sui numerosi umidificatori (e deumidificatori) dislocati nelle Sale della Galleria. Le misurazioni sono settimanalmente rielaborate in grafici condivisi con il Direttore, il Coordinatore della Galleria e il Responsabile dell’Ufficio tecnico per un costante confronto e dialogo. Si va così a creare un archivio commentato sempre a disposizione per consultazione, elaborazione di interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e progetti di restauro o adeguamento espositivo.

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