Grohe, approccio a 360° al mercato cucina in Italia

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Grohe ha illustrato alla stampa, durante un recente incontro nel proprio showroom in via Crocefisso a Milano, le novità e la strategia del brand nel mondo della cucina. Un segmento sempre più importante per l’azienda particolarmente attenta alla sostenibilità e alle nuove esigenze di consumatori e professionisti. Abbiamo intervistato Domenico Rizzo, Marketing Director di GROHE Italia.

Quanto è importante il mercato cucina in Italia?
“Il mercato cucina per Grohe è un’evoluzione dell’azienda nel suo complesso. In Italia Grohe, con oltre il 10% di quote in un mercato frammentato, ha una posizione di leadership. Contrariamente a quello che si possa pensare, non è stata costruita nel tempo attraverso il canale cucina, nel quale solo recentemente abbiamo incrementato la nostra presenza, ma attraverso il canale professionale – cioè quello dei rivenditori classici, che ha come riferimento a valle l’installatore idraulico -, e attraverso i canali consumer, ovvero la GDO e l’e-commerce. Questo perché il consumatore e l’installatore hanno scelto Grohe in cucina grazie alla conoscenza di quella che è appunto la fama di qualità dei nostri prodotti nel bagno”.

In che modo i prodotti proposti entrano nelle case degli italiani?
“Spesso Grohe è approcciata all’atto della sostituzione del miscelatore e più raramente durante l’acquisto di una nuova cucina. Il rubinetto da cucina è uno dei più sollecitati all’interno degli ambienti domestici, in particolare negli ultimi tempi: crescendo la passione per la cucina e sentendone parlare spesso, vediamo questo prodotto tra quelli più utilizzati in casa e – di conseguenza – quello che necessita più di frequente di una sostituzione. E qui è entrata in scena Grohe”.

Qual è quindi l’approccio al mercato?
“Nel bagno Grohe ha una lunga esperienza, che l’ha portata a diventare fornitore di soluzioni complete: non più del solo rubinetto o delle soluzioni doccia, ma produttore di sistemi e soluzioni a 360°, andando a inserire nella propria offerta i sanitari e gli accessori del mondo bagno. Lo stesso approccio, da qualche tempo, lo stiamo adottando nel mondo della cucina, non fornendo più solo il rubinetto, ma anche il lavello, le soluzioni per la raccolta differenziata, gli accessori… Un altro ambito in cui stiamo lavorando tantissimo, è quello dei sistemi di filtrazione dell’acqua domestica. Quindi Grohe si propone come fornitore a 360° per la zona intorno al rubinetto della cucina, andando a integrare diversi elementi tra loro”.

Perché è così importante il mondo della filtrazione?
“La filtrazione dell’acqua sta diventando molto importante: uno dei nostri quattro pillar è proprio la sostenibilità e, da un paio d’anni, anche in Italia abbiamo notato che il consumatore medio è più attento ai consumi sostenibili, con comportamenti più green. Infatti, da circa due anni, il mondo della filtrazione dell’acqua Grohe – quello dei prodotti della famiglia Grohe Blue per intenderci, che esiste dal 2009 – attraverso una serie di nuovi prodotti ottimizzati a livello tecnico, estetico, di design e di opportunità di filtrazione offerte, sta segnando trend di crescita importanti. Talmente importanti che in Grohe – a livello di strategia internazionale – partendo dall’Italia, è stata creata una business unit dedicata alla filtrazione dell’acqua: sia a livello commerciale, sia come struttura marketing, si sta delineando un mondo dedicato alla filtrazione. In Italia il cambiamento ha preso il via da maggio/giugno 2021. Grohe Blue rappresenta un prodotto sul quale abbiamo investito molto anche in tecnologia, per avere sempre più servizi da un unico rubinetto”.

Come è nata la piattaforma Grohe X?
“La piattaforma Grohe X è una novità nata durante la pandemia per rispondere all’impossibilità di incontrarsi e avere i classici momenti di condivisione. L’azienda ha optato per una soluzione innovativa lanciando un vero e proprio hub digitale con contenuti ispirazionali e formativi, diversi da quelli informativi del sito, per poter continuare a dialogare con i nostri clienti. Ci sono aree dedicate per esempio alla formazione degli installatori o degli operatori di sala mostra; ci saranno in futuro ulteriori aree per mostrare i prodotti ambientati, in modo che, dall’architetto all’utente finale, si possa vivere un’esperienza sempre più vicina alla realtà. Non vogliamo sostituire l’esperienza fisica, ma diventa tutto – si usa molto oggi questo termine – “Phygital”, cioè molto più connesso tra il fisico e il digitale”.

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