MUT Meccanica. Un passo avanti verso l’innovazione e la sostenibilità

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MUT Meccanica
Paolo Tovo, Responsabile Commerciale e Marketing di MUT Meccanica Tovo

La completa integrazione progettuale e produttiva rende MUT Meccanica Tovo spa una realtà di riferimento nel comparto ITS e nel panorama industriale italiano.

L’azienda, che ha sede e stabilimenti a Montecchio Maggiore (Vicenza), sviluppa e realizza ciascun articolo a catalogo, dall’idea al prodotto finito, facendo leva su risorse e know-how interni. Dallo stoccaggio delle materie prime alla costruzione degli stampi, dalle linee di stampaggio alla progettazione e validazione dei circuiti elettronici, spiega Paolo Tovo, Responsabile Commerciale e Marketing, “siamo completamente autonomi in tutte le fasi del processo produttivo. Questo ci pone al riparo dalle attuali fluttuazioni economiche, come quelle causate dalla difficoltà di reperimento di materiali e componenti, permettendoci di rispondere alle evoluzioni della domanda con rapidità ed efficacia”.

Espressione dell’iniziativa imprenditoriale della famiglia Tovo, MUT ha continuato a investire in ricerca, sviluppo e attività rivolte al canale della distribuzione anche nei mesi maggiormente condizionati dall’emergenza sanitaria, riuscendo a cogliere immediatamente i frutti del primo, atteso rimbalzo dei dati di settore.

Statistiche Angaisa alla mano, il 2021 è iniziato bene per il comparto ITS. Come lo avete “intercettato”?

La prima parte dell’anno è stata favorevole anche per MUT: i dati del primo trimestre sono ottimi e trovano seguito in quelli relativi all’andamento dell’intero semestre gennaio-giugno 2021. Gli incentivi fiscali introdotti dal Governo hanno sicuramente favorito la ripresa mentre, per quanto riguarda la nostra azienda, ha premiato la scelta di continuare a investire in ricerca, sviluppo e innovazione anche negli ultimi due complessi anni. In questo modo siamo stati pronti a integrare l’offerta con nuovi prodotti che sposano perfettamente le opportunità venutesi a creare.

Di cosa si tratta esattamente?

Parliamo di due valvole a sfera a passaggio totale che completano altrettante gamme già presenti a catalogo. La prima è la nuova valvola a passaggio totale serie TMO-XL che, sebbene sia stata resa di dimensioni più grandi rispetto alle altre della famiglia, per poter gestire portate più elevate, resta estremamente compatta e in grado di assicurare prestazioni elevate rispetto alla media.

La seconda è una nuova versione della serie VS-P, che si sviluppa in orizzontale anziché in verticale. Tale conformazione, nel conferire alla valvola maggiore compattezza e flessibilità risulta ideale per impianti a pompa di calore e chiller di media e alta potenza, che richiedono tubi posizionati a livello complanare e controlli multipli per motore, segnali in ingresso, e così via. Questa valvola è nata per soddisfare un’esigenza ben precisa del mercato, che siamo stati in grado di intercettare anche grazie al dialogo con i MUT Point dislocati sul territorio nazionale.

valvola VS-P MUT meccanica Tovo

Si può dire che questa esigenza sia stata “stimolata” dal Superbonus 110%?

Certo, ma normative e incentivi hanno sensibilizzato il pubblico sul tema del risparmio energetico in senso ampio. Facendo un passo indietro, notiamo come l’evoluzione dettata dalla direttiva 844/2018, nella quale rientrano gli smartness indicator degli edifici, trovi pieno riscontro nelle valvole che consentono il controllo intelligente del sistema.

La circuitazione è un altro aspetto da considerare con attenzione: valvole troppo piccole fanno crescere il consumo elettrico dei circolatori. In tale ottica, ai fini della sostituzione caldaia-pompa di calore, la nostra valvola a sfera supercompatta TMO è una soluzione ottimale: la pompa di calore, infatti, richiede portate maggiori in funzione dei differenziali di temperatura più contenuti, intorno ai 5 gradi, rispetto alle caldaie. Ma oggi c’è spazio anche per l’offerta di componentistica integrata, per la riqualificazione dell’impianto nel suo insieme, regolatori e valvole servoregolate, ma anche per disaeratori e defangatori, che oggi MUT offre per tutte le taglie di impianto.

Come si sta evolvendo la partnership con i distributori che danno vita al circuito MUT Point?

Il progetto è cresciuto in termini numerici grazie all’ingresso di nuovi distributori, ma anche in termini qualitativi, essendo tutti i “MUT Point” delle rivendite tecnicamente qualificate che ci hanno aiutato, come detto prima, a percepire l’arrivo di una nuova “stagione tecnologica”. Ciascun MUT Point può contare sul nostro supporto tecnico, su risorse e strumenti on e off line per poter guidare i clienti alla scelta delle soluzioni adatte. Inoltre, il distanziamento indotto dalla pandemia ha finito per creare nuove modalità di contatto con loro, attraverso meeting on line di formazione e informazione che, nonostante la ripresa delle attività in presenza, continuano a essere organizzati regolarmente, dandoci l’opportunità di mantenere costante, anche a distanza, il dialogo con loro.

La sostenibilità è un driver di sviluppo per le aziende di qualsiasi settore. Come si declina nella vision di MUT?

Le normative comunitarie vanno nella direzione dell’economia circolare, della possibilità che un prodotto possa essere migliorato anziché sostituito. Dunque, abbiamo fatto nostra e interpretato la “regola delle 5R”, ossia recuperare, riparare, riutilizzare, riciclare, riqualificare. Valvole e servomotori, ad esempio, sono progettati affinché durino nel tempo e possano essere aggiornati con componenti altrettanto duraturi, oltre che certificati. Non sono energivori, in quanto sono modulati per funzionare con pochi watt, sono testati per 600.000 cicli di vita, l’equivalente di 25-30 anni di funzionamento, sono realizzati con materiali conformi allo standard UL94 V0 per l’autoestinguenza delle materie plastiche, alla Direttiva RoHS e alla recente normativa UKCA per il mercato inglese, nonché a tutte le altre normative previste nei casi specifici.

Temi senza dubbio più attuali che in passato: ma quanto fanno effettivamente presa sull’installatore?

Come è chiaro che la sensibilità nei confronti della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente sia aumentata trasversalmente, è altrettanto evidente che gli stessi installatori abbiano maturato una certa consapevolezza al riguardo. Lo notiamo, ad esempio, tutte le volte che scelgono prodotti che soddisfano specifici requisiti di efficienza energetica e risparmio idrico, anche quando si accingono a lavorare su piccoli impianti. In questo cambio di approccio, l’evoluzione normativa ha sicuramente avuto un peso significativo: pensiamo al DM 37/2008 (dichiarazione di conformità impianti) e alla compilazione del libretto d’impianto sotto la responsabilità dell’installatore, come anche ai corsi di formazione e aggiornamento che vengono promossi in misura crescente dalle associazioni di categoria. Tutto ciò sta facendo crescere l’installatore, che sta diventando un consulente nei confronti dell’utente finale.

Come nasce l’idea di un concorso che mette in palio una, anzi due auto elettriche?

concorso MUTPer noi si tratta di una novità assoluta che sposa la logica di premiare il mercato, senza specifici vincoli di fatturato, punteggi e altro ancora. La formula prevede infatti che siano premiati sia l’installatore che acquista un qualsiasi prodotto MUT, che il rivenditore autorizzato, non necessariamente un MUT Point, presso il quale è avvenuto l’acquisto. L’iniziativa sarà naturalmente sostenuta e promossa da promozioni sui nostri canali web e nei punti vendita tramite apposito materiale POP.

Come premio abbiamo scelto la Citroën AMI perché rappresenta efficacemente i concetti del risparmio energetico, della riduzione delle emissioni di CO2, dell’ottimizzazione dei materiali, dei componenti e del ciclo produttivo, ai quali la produzione MUT tende. Ci piace pensare che il vincitore potrà muoversi liberamente in città con questo veicolo e magari farlo utilizzare ai propri figli, essendo possibile guidarla a partire dai sedici anni. Le auto saranno consegnate ai vincitori direttamente presso la nostra sede di Montecchio Maggiore. Oggi possiamo dire che comprare un prodotto MUT non è mai stato così “elettrizzante”.

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