TECNOLOGIA

Col rivestimento captante l’involucro diventa “attivo”

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IL PROTOTIPO. La tecnologia Energy Skin è stata applicata in un padiglione sperimentale situato nei pressi dell'Environment Park, a Torino. L'energia necessaria al funzionamento è prodotta mediante moduli fotovoltaici situati sulla copertura, che svolgono anche il ruolo di frangisole proteggendo lo spazio interno dal surriscaldamento estivo.
IL PROTOTIPO. La tecnologia Energy Skin è stata applicata in un padiglione sperimentale situato nei pressi dell’Environment Park, a Torino. L’energia necessaria al funzionamento è prodotta mediante moduli fotovoltaici situati sulla copertura, che svolgono anche il ruolo di frangisole proteggendo lo spazio interno dal surriscaldamento estivo.

Energyskin è un sistema concepito per l’installazione in edifici con involucro a facciata strutturale (in alluminio e/o alluminio e vetro) che, sfruttando opportunamente la superficie esposta agli agenti atmosferici, coniuga la funzione di rivestimento esterno con alla riduzione dei consumi energetici.

Come funziona

L’idea di base è semplice: i moduli opachi di rivestimento esterno, che normalmente svolgono un mero ruolo passivo di contenimento delle dispersioni termiche, possono svolgere un’azione attiva permettendo lo scambio di calore con l’interno, senza compromettere l’estetica dell’edificio.

Allo scopo, ispirandosi ai sistemi utilizzati per la realizzazione delle celle frigorifere, i pannelli modulari che formano la cortina di rivestimento sono stati integrati con un sistema a serpentine percorse da fluido termovettore, collegati a una pompa di calore.

In pratica, i pannelli sfruttano la loro superficie esposta per recuperare il calore “perso” dall’edificio in inverno o per dissipare quello in eccesso al suo interno utilizzando, a seconda delle necessità, l’atmosfera esterna per lo scambio termico.

PARETI ATTIVE. Vista dall'interno dell'involucro edilizio: i pannelli di rivestimento esterno presentano sul retro moduli a serpentina derivati da componenti prodotti in serie per la costruzione di celle frigorifere, collegati mediante circuiti idronici alla pompa di calore. La regolazione del funzionamento è affidata a un building management system dotato di infrastruttura wireless.
PARETI ATTIVE. Vista dall’interno dell’involucro edilizio: i pannelli di rivestimento esterno presentano sul retro moduli a serpentina derivati da componenti prodotti in serie per la costruzione di celle frigorifere, collegati mediante circuiti idronici alla pompa di calore. La regolazione del funzionamento è affidata a un building management system dotato di infrastruttura wireless.

I protagonisti

Questa tecnologia, estremamente promettente sulla carta, è stata sviluppata dall’ing. Mario Palazzetti e dal figlio, ing. Matteo. Attualmente Energy Skin è oggetto di un’installazione sperimentale realizzata a Torino nei pressi dell’Environment Park, il parco scientifico-tecnologico per l’ambiente.

Il progetto è promosso da: Thesan SpA, società nata per promuovere soluzioni energetiche a elevato contenuto di innovazione; Polight, il Polo di Innovazione per l’Edilizia Sostenibile; Politecnico di Torino (dipartimenti DENER e DINSE); con il determinante contributo di numerose aziende italiane fra cui Savio, Fresia Alluminio, Gstramandinoli, Capetti Elettronica e AMET.

Giuseppe Oreto

APPLICAZIONE IN ELEVAZIONE. Qualora i risultati fossero positivi, Energy Skin sarà ingegnerizzato per la produzione industriale, offrendo al mercato un'interessante alternativa alle attuali soluzioni per il risparmio energetico negli edifici di nuova realizzazione e da ristrutturare.
APPLICAZIONE IN ELEVAZIONE. Qualora i risultati fossero positivi, Energy Skin sarà ingegnerizzato per la produzione industriale, offrendo al mercato un’interessante alternativa alle attuali soluzioni per il risparmio energetico negli edifici di nuova realizzazione e da ristrutturare.

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