Refrigeranti alternativi, quali novità in vista?

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Verso la fine del 2013 è stato stipulato un accordo europeo per delineare la “forma” del nuovo regolamento relativo ai gas fluorurati che sarà in vigore da gennaio 2015 e abrogherà il Regolamento CE n° 842 del 2006 che aboliva già il divieto di precarica per tutte le macchine funzionanti con gas fluorurati. Il nuovo regolamento introduce un efficiente meccanismo di riduzione degli idrofluorocarburi “HFC” immessi nel mercato tramite una prima diminuzione per poi giungere alla dismissione totale.

Il nuovo regolamento 517/2014

A fronte della pubblicazione del nuovo regolamento 517/2014 assumono particolare importanza i refrigeranti alternativi introdotti in risposta ai problemi ambientali degli ultimi decenni. L’ingresso nel mercato di questi nuovi refrigeranti, tra cui anidride carbonica, idrocarburi (propano e isobutano), ammoniaca e R32 che, insieme alle loro miscele, ha causato l’introduzione di nuove classificazioni di sicurezza che hanno determinato a loro volta la necessità di revisionare parte della normativa esistente.

Un lungo percorso

Tornando a quanto accadrà nel 2015 una delle limitazioni previste riguarderà la riduzione sul mercato dei nuovi apparecchi contenenti gas aventi determinate caratteristiche. A quanto emerge dagli ultimi dati, verrà vietata l’immissione di apparecchi contenenti idrofluorocarburi ad alto gwp e, in particolare, dal 1° gennaio la limitazione riguarderà i refrigeratori e freezer domestici contenenti gas aventi gwp≥ 150 mentre dal 1° gennaio 2020 l’attenzione si sposterà verso i macchinari a uso commerciale con gwp ≥ 2500. Dal 1° gennaio 2025, inoltre, la legge prevede limitazioni estese anche per gli apparecchi e condizionatori split contenenti meno di 3 kg di gas il cuigwp risulti maggiore o uguale a 750.

Annotato questo, bisogna premettere che una delle problematiche principali riguarderà la difficoltà nel sostituire i gas a elevato indice di riscaldamento globale nei sistemi alle basse temperature, mentre per le apparecchiature i nuovi impianti l’industria potrà facilmente individuare e utilizzare fluidi alternativi.

Le miscele HFO

In relazione a quanto accennato, recentemente si stanno studiando una serie di miscele a bassissimo effetto serra denominate “HFO” (idrofluoro-olefine) che consentirebbero di ottenere refrigeranti a basso indice di riscaldamento globale non infiammabili e con punto di ebollizione sufficientemente basso. Questa ulteriore novità nel campo della ricerca è il manifesto di come negli ultimi anni si stia lavorando per sviluppare nuove tecnologie di refrigerazione che siano più ecocompatibili di quelle esistenti, in quanto più efficienti o perché non impiegano gas-serra. L’attenzione si è quindi spostata su due metodi che utilizzano materiali solidi definibili come “effetto magnetocalorico” ed “effetto elettrocalorico”. Volendo fare un cenno ai due sistemi, di principio analogo, che permettono di ottenere prestazioni migliori, possiamo sinteticamente affermare che un materiale magnetico ha la capacità di scaldarsi quando viene magnetizzato, mentre ha la capacità di raffreddarsi una volta smagnetizzato; purtroppo, al momento, effetti magnetotermici “giganti” si sono riscontrati soltanto in alcuni materiali, pertanto, il campo di applicazione è abbastanza ristretto.

Un nuovo patentino: il “P.A.R.

Tornando invece sull’argomento legislativo è importante sottolineare che la Commissione Europea ha voluto, ai fini della trasparenza, immettere sul mercato un nuovo patentino siglato “P.A.R.” (patentino alternative refrigerants), che dovrà essere posseduto da tutti i professionisti che vorranno utilizzare i gas alternativi. Ne consegue che il loro impiego e la loro manipolazione sarà consentita soltanto a persone qualificate e certificate, fattore di non poco conto ai fini della sicurezza e tutela del cittadino. Dal punto di vista pratico il rilascio del sopra citato patentino avverrà in modo del tutto similare al già noto “Patentino del Frigorista” (PIF).

Conclusioni

Durante una riunione degli enti competenti in materia legislativa, tenutasi recentemente a Osaka in Giappone, sono state presentate alcune nuove proposte basate sulle osservazioni, alcune anche italiane, pervenute durante le precedenti inchieste. Le nuove proposte verranno successivamente discusse per un ulteriore miglioramento della norma ed è probabile che verranno elaborati alcuni emendamenti.

Di fatto la norma ISO 5149 rappresenta la base per la revisione della EN 378, che probabilmente inizierà nel quarto trimestre del 2015. Ne consegue che anche le norme di prodotto saranno aggiornate con la nuova classificazione dei refrigeranti. Da quanto sopra descritto si evince che i refrigeranti alternativi o naturali rivestiranno nell’immediato futuro un ruolo sempre maggiore nello sviluppo delle tecnologie per la refrigerazione e la climatizzazione.

Ing. Luca Marcenaro,

Professional Team – Genova

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