Una micro grid elettrica e termica “altamente connettiva”

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IL “LEAF LAB”, costruito in classe A+, è considerato un edificio altamente “connettivo” perché è in grado di scambiare energia e di gestire i flussi energetici e le informazioni con gli altri edifici industriali della rete.
IL “LEAF LAB”, costruito in classe A+, è considerato un edificio altamente “connettivo” perché è in grado di scambiare energia e di gestire i flussi energetici e le informazioni con gli altri edifici industriali della rete.

Dal 1968 il Gruppo Loccioni di Ancona lavora allo sviluppo di sistemi automatici di misura e controllo per aiutare i propri clienti e partner, aziende leader mondiali nei mercati dell’automotive, dell’ambiente, dell’elettrodomestico e del medicale, a migliorare i loro prodotti e servizi risparmiando tempo, denaro e nel rispetto dell’ambiente. In linea con questa mission, nel 2008 l’azienda marchigiana ha lanciato il progetto “leaf community” per raccogliere la sfida della sostenibilità, della riduzione delle emissioni di CO2, del risparmio energetico e della produzione da fonti rinnovabili. L’azienda ha realizzato intorno alla propria sede una doppia micro grid interna costruendo impianti fotovoltaici sugli edifici, impianti di generazione elettrica a partire da piccoli salti d’acqua, impianti a biomasse per la generazione di calore e li ha integranti tra loro per raggiungere sempre un’ottimizzazione tra la produzione e il consumo di energia.

Leaf lab, primo edificio connettivo

La grid elettrica è costruita in modo da avere un unico punto di connessione con la rete elettrica nazionale, e ha una rete di distribuzione interna in media tensione alla quale sono collegati tutti gli impianti di produzione da fonti rinnovabili e gli edifici, con le attività industriali che si svolgono al loro interno. La micro grid termica è invece una vera e propria rete di teleriscaldamento che collega anch’essa tra loro tutti gli edifici del complesso industriale. Uno dei nodi fondamentali di questa doppia rete è il nuovo “leaf lab”, edificio inaugurato lo scorso 10 luglio, che accoglie sia uffici che spazi produttivi. Lo stabile è considerato altamente “connettivo” perché è in grado di scambiare energia e gestire i flussi energetici e le informazioni con gli altri edifici industriali della rete. Il “leaf lab” è costruito in classe A+ ed emette la stessa quantità di CO2 di un’automobile che percorra 100.000 chilometri l’anno, quindi vanta emissioni veramente ridotte. Tutta l’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili: è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 250 kW sul tetto;  la climatizzazione dell’edificio è realizzata con pompe di calore condensate ad acqua, che utilizzano una delle risorse naturali del territorio, ovvero il fiume Esino.

RAPPRESENTAZIONE GRAFICA del progetto “leaf community”, che raccogliere la sfida della sostenibilità, della riduzione delle emissioni di CO2 e della produzione da fonti rinnovabili.
RAPPRESENTAZIONE GRAFICA del progetto “leaf community”, che raccogliere la sfida della sostenibilità, della riduzione delle emissioni di CO2 e della produzione da fonti rinnovabili.

Il punto sulla climatizzazione

Per la climatizzazione estiva e invernale dell’edificio sono state installate tre unità NECS-W di Climaveneta, chiller reversibili in pompa di calore con una potenza frigorifera totale di oltre 630 kW.  Nel caso di Loccioni le pompe di calore usano come sorgente l’acqua del fiume Esino,  lavorando con temperature di condensazione più basse e quindi in maniera più efficiente. Le unità di tipo reversibile riescono a produrre acqua calda e acqua refrigerata a seconda delle necessità. Nella stagione estiva è possibile avere un recupero di calore perché le macchine hanno un circuito a recupero totale con il risultato che tutto quanto riguarda il post-riscaldamento, dedicato al trattamento aria all’interno dell’edificio, è alimentato da energia praticamente a costo nullo. Per la diffusione interna dei fluidi sono stati scelti terminali di emissione del tipo a trave fredda, particolarmente vantaggiosi perché le temperature di funzionamento – sia invernali sia estive – sono più miti rispetto ai sistemi tradizionali.

UN PARTICOLARE dell'impianto di climatizzazione.
UN PARTICOLARE dell’impianto di climatizzazione.

Sistema  di ottimizzazione “aperto” e multitasking

Tutta la gestione delle pompe di calore è affidata a ClimaPro, il sistema di ottimizzazione della plant room di Climaveneta. Esso infatti gestisce, controlla e ottimizza non solo le unità per la climatizzazione ma tutto l’impianto, incluse le pompe di circolazione e le valvole. Tramite questo sistema è possibile sia misurare le prestazioni energetiche che i rendimenti complessivi della centrale. ClimaPro consente di verificare il corretto funzionamento delle pompe di calore, confrontando i dati raccolti con le specifiche di progetto ottenendo un’ottimizzazione energetica tramite la scelta delle unità più efficienti ed attivandone i circuiti in cascata nel miglior modo possibile, o ancora gestendo la portata d’acqua – sia lato sorgente che lato utilizzo – in modo da ridurre i consumi energetici per il pompaggio e migliorare il rendimento complessivo. Infine ClimaPro è un sistema completamente aperto, capace cioè di integrarsi con altri sistemi di gestione per scambiare tutte le informazioni necessarie sui controlli, sull’allarmistica e sui dati in generale.

Niccolò Carloni

UNA SCHERMATA del software presso Loccioni per monitorare la micro grid.
UNA SCHERMATA del software presso Loccioni per monitorare la micro grid.

Scheda lavori

Committente:

Gruppo Loccioni di Ancona

Energy manager di Loccioni:

Matteo Bellagamba

Progettazione impianti:

Ing. Serpilli, progettista dell’impianto

Installazione:

Termoidraulica di Agostinelli e Sampaolo Snc di Castelfidardo

Fornitura materiali:

Climaveneta

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